Terlizzi (Bari). La Città di dì Don Pietro Pappagallo propone Cittadinanza Onoraria per Liliana Segre

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Il Movimento Civico Città Civile chiede che il Consiglio Comunale di Terlizzi attribuisca a Liliana Segre la cittadinanza onoraria.

Liliana Segre

Come noto la Senatrice ha proposto l’istituzione in Senato di una commissione per il contrasto all’intolleranza, al razzismo, all’antisemitismo, all’istigazione all’odio e alla violenza. La stessa è stata poi pesantemente insultata sui social e successivamente le è stata assegnata la scorta con due Carabinieri, che l’accompagnano negli spostamenti per tutelarne l’incolumità.

La Comunità di Terlizzidichiarano in una nota stampa gli attivisti di Città Civile deve mostrare vicinanza fraterna ed estrema gratitudine alla senatrice Segre per l’infaticabile e meritoria opera di testimonianza civile, riaffermando, con forza, i valori fondante della nostra Repubblica.

Quello che è accaduto e sta accadendo a Liliana Segre non è assolutamente accettabile. In diversi Comuni Italiani le istituzioni stanno formalizzando atti di solidarietà e vicinanza alla Senatrice.In questo periodo di forte difficoltà politica e di rappresentanza generale del Paese è necessario che tutti dicano con chiarezza da che parte stare” dichiarano gli esponenti del Movimento Terlizzese. A quanto pare lo stesso sentimento anti violenza si sta disseminando in tutto il territorio Nazionale.

Gioacchino Gesmundo e Don Pietro Pappagallo

Una comunità come quella di Terlizzi non può restare indifferente. La testimonianza etica di Gioacchino Gesmundo e Don Pietro Pappagallo – i due martiri delle fosse ardeatine e originari di terlizzi che furono trucidati il 24 marzo 1944, insieme ad altre 333 persone fra civili e militari, perseguitati politici, partigiani, ebrei o detenuti comuni – spingono la stessa comunità ad agire con convinzione.

La Sezione Anpi di Terlizzi nei giorni scorsi ha commentato la vicenda Segre, sottolineando come la propria Città debba essere a fianco alla Senatrice: “è da monito per la nostra comunità il riconoscimento ottenuto da don Pietro, nel luglio 2018 quale “Giusto tra le Nazioni”, il cui nome è stato posto a memoria perenne sul muro perimetrale dello Yad Vashem, il luogo del Ricordo a Gerusalemme”.

Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, è da anni impegnata a diffondere una cultura di pace parlando nelle scuole, raccontando le tante atrocità subite affinché la storia non si ripeta. Nonostante i tanti dolori patiti sulla sua pelle, non si è mai abbandonata a parole di odio o violente, ma con estrema fermezza ha denunciato gli orrori che ha vissuto.

“Con questa iniziativa vorremmo dare un segnale concreto alle nuove generazioni” dichiara il Consigliere Comunale di Città Civile Vito D’amato, augurandosi che “la proposta possa essere votata all’unanimità”.

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