Terlizzi (Ba): due condanne per Peculato. L’ammanco è di circa 1,2 milioni di euro. La Class Action del Movimento Città Civile

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Comune di Terlizzi

Mercoledì 9 Gennaio 2019 il Tribunale di Trani ha condannato per peculato una dirigente del Comune di Terlizzi a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Condannato a 5 anni di reclusione anche l’ex legale rappresentante della Censum (società di riscossione tributi, dichiarata poi fallita). Entrambi, assolti per abuso d’ufficio e tentata concussione, sono accusati di essersi appropriati dei versamenti dei tributi locali destinati al Comune di Terlizzi per un ammontare di circa 1,2 milioni di euro. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Trani, portarono nel maggio 2013 all’arresto dei due imputati.

Ricordiamo che il peculato è descritto, nell’art. 314 del codice penale italiano, come il reato che avviene quando “un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, ovvero distrae a profitto proprio o di altri”. Lo stesso reato intacca anche quel principio costituzionale del buon andamento della Pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione).

Da sinistra, i consiglieri Giampaolo Sigrisi, Daniela Zappatore e Giuseppe Volpe

A seguito della notizia di condanna dei due imputati si è acceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizione a Terlizzi, comune amministrato dal centrodestra con un Sindaco di Fratelli d’Italia. Infatti il Consigliere Comunale di Città Civile Daniela Zappatore ha fatto richiesta di alcuni atti relativi la costituzione di parte civile del Comune promossa soltanto nei confronti dell’ex dirigente della Censum. Si contesta quindi perché non si è proceduto alla costituzione del Comune di Terlizzi anche nei confronti della Dirigente.

La stessa consigliera su citata, insieme a tutte le opposizioni, ha richiesto con urgenza la convocazione di un consiglio monotematico sui “risvolti economici e amministrativi” connessi alle condanne di primo grado per peculato della dirigente comunale Panzini e di Redavid, legale rappresentante della società di riscossione tributi. In realtà anche il Sindaco di Terlizzi ha chiesto al Presidente del Consiglio dello stesso Comune la convocazione di un Consiglio Comunale.

Intanto alcuni giorni fa il Sindaco Gemmato ha costituito con apposito decreto n. 1 del 10-01-2019 l’Ufficio Procedimenti Disciplinari (individuato dalla legge come “competente per le infrazioni punibili con sanzione superiore al rimprovero verbale”), presieduto dal dirigente della Polizia Municipale Giovanni Di Capua e composto dal dirigente tecnico Francesco Gianferrini e dal funzionario comunale Nicola Panzarino.

Bandiera Città Civile.

Tornando alla sentenza, con la lettura del dispositivo il Tribunale di Trani ha disposto inoltre la confisca di oltre 1 milione di euro. I due imputati dovranno pagare il risarcimento danni alle due parti civili costituite nel processo: il Comune di Terlizzi e il Movimento Politico Città Civile. Quest’ultimo è stato l’unico ad essersi costituito come parte civile nei confronti di entrambi gli imputati con una richiesta di Euro 250.000,00 di risarcimento danni. Il Comune di Terlizzi è costituito solo nei confronti dell’ex dirigente della Censum.

Conferenza Stampa di Città Civile.
Da Sinistra: Pasquale Vitagliano, Vito d’Amato e l’Avv. Michele di Pinto

Città Civile, un Movimento di Terlizzi (Ba) che possiamo definire socio-culturale oltre che politico, si era posto l’obbiettivo di andare ad esercitare il cosiddetto ruolo di cittadinanza attiva attraverso la costituzione di parte civile. Per il collettivo politico sarebbe stata una decisione abbastanza sofferta, anche per le questioni tecnico-giuridiche che stanno alla base del diritto alla costituzione di parte civile di associazioni locali. Grazie all’impegno professionale degli avv. Michele di Pinto e Avv. Michele Cagnetta, Città Civile è stata capace di far intendere al Tribunale e alle parti del processo che oltre ad essere portatrice di istanze generali sul territorio, le stesse vengono promosse in ambito politico con la presenza in Consiglio Comunale. L’atto di costituzione di parte civile presentato è stato abbastanza corposo. Conteneva tutte le attività di carattere politico, amministrativo – grazie agli atti del consigliere comunale – , e sociale con l’attività di informazione promossa negli anni in Città. Pur non essendo il primo caso in Italia e quindi nel nostro ordinamento giuridico, è stato riconosciuto il diritto dei gruppi politici di rappresentare le istanze della cittadinanza in quanto portatori – con elevata documentazione a seguito – di interessi collettivi.

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