Terapie psichedeliche: nuova frontiera della medicina?

Questa pratica sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti D'America e in altri paesi del mondo. Di che cosa si tratta?

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terapie psichedeliche

Affrontare una malattia significa lottare ogni giorno. Contro i sintomi che questa apporta. Contro quella voglia di mollare tutto da un momento all’altro. E spesso, addirittura, anche contro noi stessi. Esistono patologie che restano tutt’oggi celate dell’ombra. Come se non fossero abbastanza degne di nota per essere messe alla luce. Le cure, farmacologiche e non, sembra che compiano ogni giorno passi da gigante. Oggi parleremo delle terapie psichedeliche. Una tipologia di trattamento di cui si parla e si conosce poco.

Cosa sono le terapie psichedeliche?

C’è un motivo per il quale questo trattamento non si può considerare convenzionale. Non si tratta di utilizzare farmaci comuni. Né di sottoporsi a psicoterapia o psicanalisi. Stiamo parlando di un uso controllato di sostanze psichedeliche. Fra queste troviamo l’LSD, la psicolibina, la mescalina, il 2C-B e l’MDMA. Tutti nomi che fanno sovvenire alla mente la parola “droga”, piuttosto che “farmaco”. Eppure sono sempre più numerosi gli esperti che s’affidano a queste sostanze. Pare che la loro efficacia sia particolarmente riscontrabile in determinate patologie. Vi è inoltre da dire che i dosaggi che si adoperano a fini curativi non creano dipendenza. Dunque, non vi è alcun rischio di cadere in un vicolo cieco.

Quando si utilizza questo trattamento?

Non esiste una risposta univoca. Poche righe addietro abbiamo affermato che i benefici delle terapie psichedeliche si possono riscontrare per più patologie. Ebbene, in parte si tratta proprio delle cosiddette disabilità invisibili. Quelle, come dicevamo nell’introduzione di quest’articolo, ancora celate nell’ombra. E non sono poche. Basti pensare ai disagi che affliggono la salute mentale. Come la depressione. O l’ansia. Disturbi ancora troppo spesso presi sottogamba. Oppure confusi con stati d’animo come la tristezza e la paura. Peccato che invece la depressione e l’ansia, come altre malattie mentali, non abbiano nulla a che fare con le emozioni. Si tratta piuttosto di disordini organici. E in quanto tali, meritano di essere considerati e curati. Pare che le terapie psichedeliche riscontrino un certo successo in questa direzione. Non è tuttavia finita qui.

Molti professionisti rivelano che queste tipologie di trattamento risultano particolarmente efficaci per quanto riguarda il dolore cronico. Sia dovuto a patologie di base, sia per quello neuropatico. Quest’ultimo viene spesso trattato con un mix di antidepressivi e antidolorifici. Raffigurano il Pregabalin, il Cymbalta e la codeina. Questa formula riesce di frequente ad alleviare la sofferenza fisica e psicologica dei pazienti. Tuttavia, consideriamo che spesso va di pari passo con la situazione mentale della persona curata. È dunque normale che l’andamento della terapia sia segnato da alti e bassi. Sembra che sostituire a questi medicinali alcune sostanze psichedeliche sotto controllo medico, riesca ad apportare benefici più a lungo termine. Possiamo infatti considerare queste terapie come palliative. Non a caso vengono sovente utilizzate anche nel fine vita di molte persone.

La situazione statunitense

I pionieri di queste terapie sono il paese a stelle e strisce. Qui, sono molti gli stati che stanno legalizzando queste sostanze a fine curativo. Fanno capolino la California e il New Jersey. Qui, in alcuni distretti, si stanno prendendo provvedimenti per depenalizzare l’uso di funghi allucinogeni e farmaci psichedelici, purché adoperati a scopi terapeutici. Seguono a ruota l’Oregon e lo Stato di Washington, che si stanno muovendo nella stessa direzione. Gli Stati Uniti D’America sembrano essere sempre al centro per quanto riguarda questo tipo d’innovazioni. Questa nazione è costantemente sotto i riflettori. Sia per quanto riguarda la sua politica che le sue novità d’altro genere. Sarà dunque quest’aria celebre a spingere gli States sempre in avanti?

La storia di Melissa Lavasani

È proprio dagli USA che arriva una testimonianza non da poco. Melissa Lavasani è una donna residente a Washington D.C. La signora si è ritrovata a combattere con una depressione post- parto durata circa un anno. La quale le ha anche causato un dolore neuropatico cronico. Al fine di sconfiggere questi mostri, Melissa le ha provate tutte. Antidepressivi, psicoterapia, meditazione. Persino la coppettazione. Nessun rimedio si è rivelato efficace abbastanza a lungo. Poi la ragazza viene a conoscenza delle terapie psichedeliche. Scopre la sua salvezza. E così, dà il via a una campagna finalizzata a legalizzare queste sostanze per uso terapeutico.

Terapie psichedeliche: una valida soluzione?

Partiamo dal presupposto che nessuna terapia dev’essere cominciata senza prima aver consultato il proprio medico curante. Va inoltre detto che tutti gli esseri umani sono diversi fra di loro. Ogni organismo è una macchina perfetta. Composta da congetture uniche. Ogni mente è un universo a sé stante. Non è dunque possibile generalizzare la situazione. Non è detto che una qualsiasi terapia rivelatasi d’ausilio per un individuo, abbia il medesimo effetto su qualcun altro. Dunque, parola d’ordine: prudenza. È utile guardare oltre la superficie. Informarsi da fonti aggiornate e innovativa. Tuttavia, usiamo la testa. Non illudiamoci. Non crediamo a qualsiasi notizia ci capiti a tiro. E ricordiamoci che la salute è un bene prezioso, che va curato e preservato.


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