“Teoria Gender”: manifesto di ProVita e Famiglia

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July 5, 2014 - Madrid, Madrid, Spanien - Gay Pride Parade. State Protest LGBT Pride 2014 this year has the theme 'Nos Manifestamos Por Quienes No Pueden' (We march for those who can not) After last week held most of the demonstrations outside Madrid, the communities around the country come together to pool their efforts in the biggest Gay Pride of Europe. Madrid, 05.07.2014.July 5, 2014 - Madrid, Madrid, Spanien - Gay Pride Parade. State Protest LGBT Pride 2014 this year has the theme 'Nos Manifestamos Por Quienes No Pueden' (We march for those who can not) After last week held most of the demonstrations outside Madrid, the communities around the country come together to pool their efforts in the biggest Gay Pride of Europe. Madrid, 05.07.2014.Zuma press/LaPresseOnly Italy

Il manifesto contro teoria gender e surrogacy

Da notizie provita arriva la conferma: il primo segretario di partito firma il Manifesto di ProVita e Famiglia per le elezioni europee contro “Teoria Gender” e maternità surrogata.
È Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, colei che si impegnerà a livello europeo a “contrastare in ogni modo la legalizzazione, la diffusione e l’agevolazione, formale o sostanziale, della pratica dell’utero in affitto, sia dietro compenso che a titolo gratuito, perché la donna non è una incubatrice e il bambino non è un prodotto”. L’ex ministro della Gioventù insieme a Gardini (sempre FDI) e a Cerelli (Lega), sono per ora i più importanti firmatari.

Il documento si articola in due punti chiari, così riassumibili: favorire e promuovere la famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, garantire il diritto della famiglia di scegliere e indirizzare in via prioritaria l’educazione generale dei figli. Il secondo punto sottolinea anche la volontà di non sostenere l’insegnamento degli studi di genere, il contrasto alla cosiddetta “teoria gender” e il boicottaggio dell’ “agenda LGBT”.

Uno dei controversi manifesti apparsi nelle città

Teoria Gender: di cosa si tratta

I movimenti tradizionalisti attivi in questa battaglia sono vari: Provita, Generazione Famiglia, CitizenGo, etc. Sono anche gli sponsor del molto dibattuto Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona e del Family Day. L’obiettivo è la difesa della famiglia da loro concepita come “naturale”, da altri chiamata “tradizionale”, a fronte di un attacco ideologico che condurrebbe a una deriva antropologica. La “teoria gender” avrebbe come obiettivo finale la distruzione della famiglia e l’annullamento delle differenze sessuali. Dal punto di vista accademico, generalmente gli studiosi considerano questa teoria un “argomento fantoccio”, priva cioè di fondamento. Si critica in particolare la mescolanza di teorie provenienti da varie scuole di pensiero (come la Teoria Queer) e l’impostazione tipica di una teoria del complotto.

Famiglia naturale o tradizionale?

Tralasciando la questione della maternità surrogata, è bene chiarire due punti. In primo luogo è il concetto di famiglia che non trova casa: è una società naturale o un costrutto sociale? “In Italia”, criticava l’antropologa Signorelli, “si ignora completamente la produzione scientifica degli ultimi secoli”. La produzione scientifica a cui si riferiva la studiosa è un chiaro monito alla rivisitazione del concetto di famiglia. “La famiglia naturale non esiste” continuava lei, “esiste un problema per la specie di riprodursi, di volta in volta abbiamo costruito strutture riproduttive (famiglie) che fossero il più efficienti possibile rispetto al contesto”.

Educare a chi spetta?

Il secondo problema è l’educazione. Coloro che manifestano per la difesa della naturalità, sostengono che in certi ambiti l’educazione sia prioritario compito dei genitori. Perché mai però, nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione l’insegnamento della filosofia o della letteratura, mentre gli studi di genere possono essere etichettati come ideologia distruttiva? La loro dignità scientifica infatti non ha nulla da invidiare ad altre discipline affini come la sociologia o la psicologia. Eppure su quest’ultime non si discute.

L’auspicio che si può fare è che si recuperi un po di onestà intellettuale, a partire dai rappresentanti delle istituzioni e dai politici. Non si possono costruire valori sociali e morali basati sul furore ideologico, sulla propaganda e sul senso comune. Nel rispetto della libertà di opinione, è indispensabile rimettere al centro la conoscenza critica, unico mezzo per il progresso di una società civile.

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