Attraversare il lago di Garda

Attraversare il lago di Garda non è di per sé un’impresa impossibile. Il lago ha la forma di un enorme fiume stretto e lungo, e molti ce l’hanno fatta sia per il lungo – leggi la storia Diego Zanotti attraversa a nuoto il lago di garda – che per il largo, infatti nella zona più stretta non supera i tre chilometri e mezzo.

Un nuotatore serio, però, parte con una preparazione fisica e soprattutto con un galleggiante al seguito, che ha la duplice funzione di segnalare la sua presenza e di fungere da salvagente in caso di problematiche. Quando si affrontano imprese più lunghe, invece, di solito ci si attrezza anche con una barca di supporto.

Le imprese fai da te dei turisti

In questo caso Martin Walsch, quarantacinquenne di Nottingham, ha tentato l’impresa in costume di bagno e ciabatte sulle mani per spingere meglio l’acqua. Siamo a Limone sul Garda, una bellissima cittadina a piccolo sul lago, nella zona Bresciana, che si affaccia su Navene, una frazione di Malcesine sulla sponda veronese, un tratto percorribili in poco più di venti minuti dai battelli di linea del Garda. Martin stava probabilmente sulla riva con gli amici, quando ha deciso di buttarsi e semplicemente andare dall’altra parte.

Per fortuna gli amici, più lungimiranti di lui, lo hanno tenuto d’occhio, decidendo di chiamare i soccorsi allorché non lo avessero più visto. E così è stato.

I soccorsi dell’Alto Garda

A recuperare Martin si sono mosse: le moto d’acqua delle forze dell’ordine, e il gommone con 4 sommozzatori a bordo, l’elisoccorso di Trento e la squadra nautica di Riva del Garda della Polizia di Stato. Lo hanno trovato verso le 15:45 in evidente stato confusionale a lottare con onde e vento. Il nostro turista non si è lasciato sfuggire l’occasione di riposarsi, ma pare che nell’aria tornando a riva ci fosse un non detto avrei potuto anche farcela.

Il lago di Garda non è uno scherzo, è attraversato da venti termici anche molto forti, che causano onde e rendono molto difficile anche orientarsi sulla giusta direzione da prendere, soprattutto per un turista che non ha studiato la zona. Martin avrebbe potuto lottare contro le onde e ritrovarsi in un’altra direzione, magari più lunga che gli sarebbe stata fatale.

Anni fa a Torbole Sul Garda è morto un turista solo attraversando una zona di circa una decina di metri vicino alla riva, ma in corrispondenza delle foci del fiume Sarca. Stiamo parlando sì della zona subito adiacente alla riva, ma in quel tratto le correnti sono comunque pericolose. I vecchi abitanti del lago vietavano ai propri figli di fare il bagno in alcune zone del lago e nel fiume, avendo visto più di una persona perdere la vita.

Un plauso ai soccorsi Trentini e alla velocità che li contraddistingue, appresa, aihmé, anche dovendo recuperare più di un turista sprovveduto e che non tiene in debito conto le forze della natura.

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