Tensioni a Mogadiscio: licenziato il capo della polizia

La sospensione preventiva del parlamento somalo è costata cara al capo della polizia

0
207
tensioni a Mogadiscio

Momento di Tensione a Mogadiscio. Saadaq Omar Hassan, capo della polizia della città ha sospeso il parlamento. Ieri, lunedi 12 aprile, lo ha reso pubblico con un discorso in tv: “Abbiamo una responsabilità più grande di quella personale, dobbiamo risolvere tutto ciò che può portare violenza e guerra a Mogadiscio. Il mandato quadriennale è scaduto.”. Hassan si riferisce alle tensioni a Mogadiscio e in tutto il Paese. Ne è causa la fine del mandato presidenziale, che è scaduto a febbraio ma che non ha visto nuove elezioni. Qualche minuto dopo l’intervista è arrivata la comunicazione ufficiale del Commissario della polizia somala, Hassan Mohamed Hijar. Questi ha annunciato su Facebook che Hassan era stato licenziato e sostituito.

Perchè c’è caos e tensioni a Mogadiscio?

In Somalia è il parlamento che elegge il presidente, mentre il parlamento è eletto da 14 mila delegati che rappresentano i maggiori clan del paese. Lo scorso anno fu approvata una nuova legge elettorale, più inclusiva, consentendo a tutta la popolazione, giovani e donne inclusi, di esprimersi. Sembrava che la Somalia si avviasse verso una stabilità democratica. Ma profonde divisioni e tensioni sono nate e si sono sempre più articolate a Mogadiscio, da inizio anno. Le votazioni erano previste per l’8 febbraio, ma sono state sospese. L’opposizione al presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, non ci sta e cerca in tutti i modi di far sbloccare questa situazione. La tensione a Mogadiscio è palpabile, tra manifestazioni represse e sparatorie notturne. Il governo ha intrapreso la lotta dura per sedare i diritti inviolabili dei cittadini.


Somalia: attentato contro governatore rimasto illeso


Momento difficile per la Somalia

La linea politica che si intravede non è delle migliori. E con il licenziamento del capo della polizia si intuisce che le cose possono solo peggiorare in Somalia. Intanto il Paese è invaso dalle locuste che stanno distruggendo i raccolti. Le previsioni prevedono una diminuzione dell’80% del raccolto di ortaggi, così come si teme che il settore dell’allevamento registrerà un arresto nella vendita del bestiame intorno al 50%. Carestia, siccità, crisi economica e politica, terrorismo e covid sono tutti fattori a rischio per questo Paese. Elementi, questi, che arrivati tutti assieme non potranno che metterlo in ginocchio ancora di più. Mentre, sempre i prepotenti di turno speculeranno per prendere il potere a discapito di una popolazione già malnutrita che riesce a generare meno della metà del reddito che potrebbe ricavare dai settori portanti dell’economia somala.

Commenti