Tempesta Sam diventa Uragano: ora si dirige verso i Caraibi

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Tempesta Sam

Tempesta SAM diventa URAGANO di categoria 1 e si dirige minaccioso verso i Caraibi il diciottesimo sistema tropicale della stagione in Atlantico, formatosi giovedì

Tempesta Sam è appena diventato uragano di categoria 1, il diciottesimo sistema tropicale della stagione in Atlantico, formatosi giovedì tra le coste occidentali dell’Africa e quelle orientali dell’America del Sud . Si trova alle coordinate 11.5N 42.2W e si sposta verso ovest-nordovest alla velocità di 25km/h innescando venti le cui raffiche superano i 120km/h. Al momento rimane in azione in mare aperto senza interessare la terraferma, ma nei prossimi giorni continuerà ad intensificarsi tanto che è previsto evolvere in uragano major, di categoria 3 già nella giornata di sabato e forse addirittura di categoria 4 domenica, con venti a oltre 200km/h.

In quel momento disterà poco più di 1000km dalle Isole Barbados, tra le più orientali dei Caraibi e proseguirà nella sua rotta verso occidente. Non è ancora chiara la sua evoluzione successiva, ma data la sua estrema intensità tutto l’Atlantico occidentale è in allerta per un possibile landfall o anche solo un avvicinamento alle coste nella seconda parte della prossima settimana.

Un’escalation di tornado da record mai visti prima (Video)

Piccolo Uragano Sam preoccupa i Caraibi

L’uragano Sam dovrebbe venire a trovarsi mercoledì prossimo a circa 500km dai Caraibi, sempre con venti intorno a 200km/h e piogge torrenziali che si svilupperanno intorno al suo centro. Nella seconda parte della settimana si apre un ventaglio di possibilità sulla sua possibile rotta. L’ipotesi più probabile è che si sposti con il suo centro parallelamente ad est dei Caraibi, senza toccare terra ma innescando onde molto alte anche a diversi chilometri di distanza, che potrebbero infrangersi sulle coste caraibiche.

La rotta prevista dell'uragano Sam
La rotta prevista dell’uragano Sam

Successivamente potrebbe dirigersi verso le Bahamas o deviare più a nord in direzione delle coste orientali statunitensi per poi proseguire in direzione di quelle orientali del Canada, ma anche mantenere una traccia più occidentale puntando il Golfo del Messico. Un’evoluzione ancora molto incerta a causa della distanza temporale, ma ciò che è probabile è che gran parte dell’Atlantico occidentale sarà influenzata dalla sua presenza, senza escludere un impatto violento su alcune zone costiere, al momento ancora ignote.

Fonte: National Hurricane Center