Tempesta perfetta per Salvini

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Tempesta perfetta

È apparsa l’occasione come una tempesta perfetta per la Lega con Salvini che ha scelto di appoggiare il nuovo esecutivo del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Così come Forza Italia, spinti dalla richiesta di collaborazione di tutti, espressa dal Presidente della Repubblica. Ma chi rimane al suo posto è Giorgia Meloni con Fratelli di Italia, ovvero all’opposizione. La coalizione di centro destra sembra aver perso pezzi a questo punto.

Il 10 febbraio i leader della Lega e di Forza Italia si sono incontrati a Villa Grande, la nuova residenza romana del Cavaliere. Probabilmente per fare il punto della situazione politica, trovandosi alleati in questo nuovo esecutivo in via di formazione. Ora rappresentano il nuovo centrodestra trainato da Draghi. Nel corso delle ultime ore Matteo Salvini ha spiegato chiaramente che la Lega ha piano piano fatto passi indietro praticamente su tutti i fronti. Compresa sull’immigrazione che è stata a lungo cavallo di battaglia principale del partito. Ora però si può sacrificare in nome di una partecipazione all’esecutivo.

Chi si è sentito tradito?

La Lega per anni ha sostenuto delle vere battaglie a cavallo di una ideologia rimanendo quasi sempre coerente. Un partito sovranista che oggi si scontra con un esecutivo futuro, lontano dalle proprie radici, appare contraddittorio. Pensando ad una strategia, oggi non si conoscono i veri motivi per ‘rinnegare’ alcuni punti fermi della Lega, se non quello di ‘partecipare’ come maggioranza al nuovo governo. Quindi è probabile che nella spartizione dei ministeri, la Lega sia presente, vantando comunque un potere che all’opposizione non potrebbe avere. Se leggiamo attentamente i commenti sui maggiori social però, notiamo che in molte persone, iscritte o meno al partito della Lega ma comunque elettori, non si sono trovate in accordo a questa scelta.

La scuola di Renzi insegna

In questa confusione mediatica, Salvini appare sicuro e dispensa commenti da europeista convinto. Non sappiamo se la visita a Verdini in carcere possa averlo lasciato ‘folgorato sulla via di Damasco’, ma comunque sembra addirittura un altro leader. Rapito dagli extraterrestri o meno il Matteo redento non fa un passo indietro nemmeno davanti a molte persone che non riescono a capire proprio questa mossa. Alla fine potrebbe rivelarsi solo una buona tattica politica per non rimanere esclusi e poi riprendere il normale ‘lavoro’. A questo punto si può affermare che la scuola di Matteo Renzi ha insegnato a molti ma il concetto di tempesta perfetta non è sempre attuabile.


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