Tavares sulla transizione ecologica: ma non solo

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Recentemente, il CEO di Stellantis ha rilasciato un’intervista ad una conferenza stampa. Il magazine Quattroruote ha interrogato Tavares sulla transizione ecologica.

Cosa ha detto Tavares sulla transizione ecologica?

Quest’anno il gruppo Stellantis farà parte del campionato di monoposto elettriche con il marchio DS, e l’anno prossimo sarà affiancato dal brand Maserati. Era questo dunque l’argomento di cui trattava la conferenza stampa, ma naturalmente c’è stato spazio anche per altri argomenti. Come la transizione ecologica, appunto.


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I tempi della transizione

Dopo alcune domande sul campionato, Quattroruote ha chiesto a Carlos Tavares se la situazione internazionale inciderà sui tempi della transizione elettrica. Il CEO ha premesso che, in pratica, per quanto riguarda Stellantis la transizione è già in atto, in quanto dispone di 19 veicoli elettrici in vendita e 15 che si aggiungeranno di qui a due anni. Il vero problema, ha spiegato, è quando le auto arrivano nei concessionari. Qui occorre innanzitutto rassicurare i clienti, sia sulla densità dei punti di ricarica, sia sulla sufficiente energia atta allo scopo. La mobilità elettrica, ha continuato, non necessita solo dei singoli dispositivi di mobilità, ma soprattutto di un “intero ecosistema da abbracciare, con un approccio a 360 gradi”. Quanto alla crisi in Ucraina, non fa altro che mettere sul tavolo la possibilità del nucleare.

Una strategia pulita

Ma cosa c’entra il nucleare? Tavares ha spiegato ancora che la transizione richiede potenza elettrica, e più pulita possibile: e il nucleare è un’opzione possibile. Ha dichiarato, una volta di più, che Stellantis diventerà completamente elettrica a partire dal 2030. Sarà però necessario che la strategia energetica sia pronta per quel momento, cosa che, aggiunge, è a completa responsabilità della politica.

Termico oltre il 2035

Oltre a questo, Quattroruote ha riflettuto sul fatto che la Commissione Europea permette di continuare a produrre motori termici anche oltre il 2035, nei mercati dove l’elettrico non è ancora pronto. Ha chiesto quindi a Tavares per quale motivo Stellantis stia smantellando il sistema industriale che produce appunto l’endotermico. La risposta è stata relativamente semplice: innanzitutto, si domanda se, considerando le questioni ambientali, sia davvero etico produrre ancora quei motori, producendo così CO2. Oltre a questo, ritiene che non sia molto intelligente farlo nelle aree d’Europa con i costi del lavoro più alti al mondo. E da ultimo, si chiede perché si debbano privare alcuni stabilimenti della possibilità di modernizzarsi e prepararsi al futuro. “Non dobbiamo congelare l’industria dell’auto nello status quo” ha concluso.

La domanda è: il mercato è pronto per l’elettrico?

Alla domanda se, in definitiva, il mercato sia pronto per l’elettrico, Tavares ha risposto sì… a certe condizioni. Sì, ad esempio, se l’elettrico diventa accessibile come le termiche, e se la rete di ricarica è adeguata. Ma anche se c’è energia sufficiente a ricaricare. Ciò che conta, ha spiegato, è che le BEV siano abbordabili, e incentivate nel modo giusto. Con tutte le garanzie del caso.

Soluzioni alternative

L’intervista è proseguita chiedendo a Tavares quali altre soluzioni suggerirebbe alla classe politica. Anche in questo caso la risposta è stata elementare, e ha preso in esame l’età media delle auto su strada in tutta Europa. Se invece ci fossero gli adeguati sussidi per la rottamazione, sarebbe più semplice sostituire auto inquinanti con altrettante mild hybrid, preparando allo stesso tempo infrastrutture e tecnologia per la transizione.