Le tattiche d’infiltrazione cinese in Asia e nel mondo

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Cina


Negli ultimi anni, la Cina ha continuamente ampliato la sua influenza, non solo politica, ma anche culturale nelle due provincie: Taiwan e Hong Kong. Attraverso tecniche di infiltrazione di stampo cinese. Da sempre, Taiwan e Hong Kong sono considerate gli obiettivi più importanti nella strategia di potenza del Partito Comunista Cinese.

Perché Taiwan e Hong Kong sono così importanti?

Taiwan e Hong Kong sono considerate dalla Cina come luoghi assolutamente da controllare. Poiché coinvolgono la sicurezza stessa delle frontiere del dragone. Le due province sono soggette, quindi, all’influenza massiva cinese. Quasi totalizzante. Le tecniche di infiltrazione cinese sono, a dir poco, macchiavelliche.

Analisi e ricerca delle tecniche di infiltrazione cinese

Diversi studiosi degli Stati Uniti hanno analizzato la posizione cinese nei confronti delle due provincie. Con particolare enfasi sul fronte unito del Partito. Inoltre, Andrew Nathan, noto esperto americano di questioni cinesi e professore alla Columbia University, ha approfondito la ricerca e l’analisi di come la Cina conduce attività influenti anche in altre regioni del mondo. La raccolta di saggi del professore e altri studiosi analizza i metodi e i modelli cinesi di infiltrazione nelle società in cinque settori principali: elezioni, economia, media, intrattenimento e religione. Il titolo di questa raccolta è: “Non solo potere acuto: l’infiltrazione del Partito Comunista Cinese a Taiwan ed Hong Kong.”


L’indipendenza di Taiwan


La meravigliosa arma cinese

Jiemin Wu, uno dei co-editori della raccolta, ha dichiarato che il fronte unito è “l’arma meravigliosa” del Partito Comunista Cinese. Il fronte unito è una strategia del PCC volta ad organizzare insieme una rete unica di partiti, gruppi ed individui influenzati o controllati direttamente Pechino. La strategia del Fronte Unito viene usata per incanalare gli interessi di potenza cinese. Perciò, al fine di raggiungere la piena penetrazione della società, il PCC deve avere individui ed organizzazioni locali che lavorano per il partito stesso. La tecnica del fronte unito è esemplificata a livelli estremi nelle aree bersaglio più vicine, quali Hong Kong e Taiwan. Quì, le spie scelte sono già originariamente membri della società civile locale e quindi tasselli importanti per l’operazione di infiltrazione cinese.

Taiwan: direttrici d’infiltrazione cinese

Jiemin Wu, direttore del Center for Contemporary China presso l’Università Tsinghua di Taiwan, ha sottolineato che ci sono tre principali direttrici d’influenza della Cina sull’Isola:

  1. coercizione esterna: limitare la sovranità di Taiwan e lo spazio per le attività internazionali;
  2. infiltrazione interna: attraverso la pressione indiretta sulla popolazione in modo da assorbire i collaboratori a Taiwan e corrompere gradualmente la struttura governativa;
  3. erosione dei confini politici: la pressione diretta (pressione armata).

L’infiltrazione cinese di maggior successo a Taiwan: Consensus 92

Il direttore del centro di Tsinghua ha proseguito citando, come esempio, l’infiltrazione cinese nelle elezioni di Taiwan nel 2012. Operazione chiamata: “1992 Consensus”. Ossia, l’accordo in base al quale entrambi i governi riconoscevano l’esistenza di “una sola Cina”, pur non essendo d’accordo su chi dovesse governarla tra Taipei e Pechino. L’accordo è divenuto, nel tempo, un pilastro centrale nel mantenere la stabilità delle relazioni tra le due sponde dello Stretto di Taiwan. In quell’operazione, i magnati degli affari taiwanesi hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al “92 Consensus favorendo la vittoria del partito filo-cinese del Kuomintang (KTM). Mentre la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen del Partito Progressista Democratico, eletta per la prima volta nel 2016 e ora al secondo mandato, ha invece disconosciuto l’accordo del 1992.


La Cina vuole trasformare Taiwan in una nuova Hong Kong


Influenza economica turistica

In campo economico, Wu Jiemin ha affermato che i turisti provenienti dalla Cina continentale sono delle risorse importanti per le autorità di Pechino al fine di introdursi nella società taiwanese. Oltre che, un’importante merce di scambio per la Cina nei confronti di Taiwan. Difatti, il numero di turisti cinesi era aumentato quando il KTM, il Partito Nazionalista Taiwanese, era salito al potere in 2008. Ma, dopo il ritorno al potere del Partito Progressista Democratico (PPD), nel 2016, Pechino ha ridotto drasticamente il numero di turisti cinesi per fare pressione, per lo più economica, su Tsai Ing-wen.

Influenza religiosa

Anche nei settori dei media, dell’intrattenimento e della religione l’influenza della Cina è chiaramente visibile. Wu Jiemin ha sottolineato che la maggior parte dei templi più grandi di Taiwan sono controllati da fazioni locali filo-cinesi. Inoltre, il Palazzo Zhenlan a Taichung, è divenuto un avamposto chiave per il fronte unito del PCC nella società taiwanese. Il tempio è uno dei luoghi di processione più importanti del paese e celebra la Dea Mazu. Lì, il partito cinese stesso è il principale organizzatore delle attività quando i funzionari del dragone visitano l’Isola. Infatti, alcuni giorni prima delle elezioni del 2016, un funzionario cinese si è recato direttamente al Palazzo Zhenlan. Dove, ha tenuto un incontro segreto con 29 persone locali e ha intimato loro chi avrebbero dovuto sostenere.

Hong Kong e Taiwan: differenze dell’infiltrazione cinese

Ma Yue, professore associato del Dipartimento di stato e dell’amministrazione pubblica, ha affermato che la situazione tra Hong Kong e a Taiwan è differente. Siccome, Hong Kong è già governata direttamente dalla sovranità cinese. Perciò la Cina ha un’influenza diretta sulla città. Ogni modifica alla legge di base sulle elezioni democratiche richiede, infatti, l’approvazione di Pechino. Questo è esemplificativo di ciò che è avvenuto, nel 2020, con la legge di sicurezza nazionale. Prima di quell’anno, Pechino aveva approvato nel 2016 le modifiche all’interpretazione della Legge fondamentale. E nel 2017, l’aveva usata per squalificare alcuni membri, non graditi, del Consiglio legislativo di Hong Kong.


Riforma sistema elettorale Hong Kong


Infiltrazione cinese nelle elezioni a Hong Kong

Ma Yue, nella sua ricerca sulle elezioni di Hong Kong, ha dichiarato che il maggiore fattore di influenza è proprio la Cina. Da parte cinese, dopo l’elezione diretta del Consiglio legislativo di Hong Kong nel 1991, Pechino è sempre attenta a:

  1. l’atteggiamento di Hong Kong nei confronti della Cina;
  2. la democratizzazione di Hong Kong;
  3. la situazione dei diritti umani.

Prospettive future di Hong Kong

Per quanto riguarda le prospettive future di Hong Kong, Ma Yue ritiene che nel breve periodo non dovremmo più assistere ad azioni di resistenza su larga scala contro il governo. Come avvenuto nel 2019. Siccome, gli abitanti di Hong Kong hanno ancora alcune libertà seppur limitate. Ma le persone sono preoccupate che queste le libertà scompariranno gradualmente.

Quali saranno le misure cinesi contro Taiwan?

Pechino, come per Hong Kong, adotterà misure severe contro Taiwan dopo che varie pratiche come il soft power, il potere forte e l’infiltrazione del fronte unito hanno fallito. I cambiamenti nella situazione di Hong Kong, nel 2019, hanno completamente ribaltato il piano originale della Cina. Prima di allora, si pensava che Han Yu del Kuomintang di Taiwan, partito filo cinese, avrebbe probabilmente vinto le elezioni presidenziali. Invece, ha vinto il Partito Democratico Progressista. Così anche l’impressione del popolo taiwanese nei confronti della Cina è cambiata. Il professore, Ma Yue, non è sicuro di quanto seria sia la Cina nel governare Taiwan. Soprattutto, nel rispecchiare l’immagine di un’ascesa pacifica nei confronti di Taiwan. Infatti, da quando l’isola ha ribadito la sua indipendenza, a gennaio 2021, per la Cina è guerra.


Aerei da guerra a Taiwan


La Cina: oltre Hong Kong e Taiwan

Negli ultimi anni le attività di influenza della Cina si stanno espandendo a livello globale. In particolare, tramite l’iniziativa della nuova via della seta: One Belt, One Road e gli altri partenariati economici cinesi. Le partnership hanno luogo in Africa, in America Latina, nel Pacifico, nel Sud-est asiatico ed in Europa. Il dragone, infatti, investe trilioni di dollari in infrastrutture in 80 paesi. Li Anyou, professore alla Columbia University, afferma nel suo libro che: “Ho scoperto un modello di base esistente in ogni paese, in cui ci saranno sempre fazioni pro-Cina e fazioni anti-Cina. Di solito il governo al potere è una fazione pro-Cina. Poiché i governanti pensano che buoni accordi con la Cina possano aiutare a costruire qualcosa di vantaggioso e forse ottenerne dei prestiti vantaggiosi. Forse, però, ci sono alcune forme di pagamenti privati ​​corrotti in molti paesi”.

Se cambia governo l’accordo resta?

L’opposizione, inizialmente, è critica nei confronti di queste transazioni. Ma, Li Anyou ha sottolineato in una discussione online su questo argomento tenuta dalla Hoover Institution presso la Stanford University che: “una volta che l’opposizione prende il potere, potrebbe anche cambiare la sua posizione (anti-Cina) originale e ristabilire un accordo con Pechino.” L’esempio di tale pratica è ciò che è avvenuto in Malesia. L’ex premier Najib aveva stabilito un accordo economico con la Cina. Per questo fu duramente criticato dal leader dell’opposizione Mahathir. L’accusa di quest’ultimo era di corruzione e di aver causato un enorme debito alla Malesia. Tuttavia, dopo che Mahathir è salito al potere, non ha tradotto le parole usate precedentemente in un sensibile cambiamento dei rapporti tra Kuala Lumpur e Pechino.


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L’economia è il più importante fattore d’influenza

Li Anyou ha concluso che, come Wu Jiemin su Taiwan, l’economia è un elemento importante nelle attività di influenza della Cina. Poiché “il denaro è tutto” e i paesi occidentali, come gli Stati Uniti e il Giappone, non hanno un capitale come la Cina. Il denaro della Cina può essere utilizzato per investire in altri paesi. Ma, la rapida ascesa della Cina e la sua diplomazia da “guerra dei lupi” sono state considerate da molti stati come troppo aggressive. Il modello di penetrazione cinese ha, infatti, causato molti shock e contraccolpi.

L’aggressività diplomatica cinese

Il governo cinese ritiene che la guerra dei lupi sia solo una replica alla “teoria della minaccia cinese”. Il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, ha detto in una conferenza stampa, a fine 2020, che l’aggressività è mai stata la tradizione diplomatica della Cina. Ma la gente dovrebbe capire che: “La Cina di oggi non è la Cina di 100 anni fa, le relazioni estere della Cina devono rispondere con determinazione e forza a qualsiasi critica malevola. Al fine di salvaguardare gli interessi e la dignità nazionali, e per salvaguardare l’equità e la giustizia internazionale.” Certo è che la Cina, tramite il suo enorme potere economico, replica modelli simili al proprio in tutto il mondo. Però, questi modelli non sempre sono di successo. Perché la penetrazione cinese è risultata troppo aggressiva e brutale, come avvenuto ad Hong Kong. E come sta avvenendo a Taiwan.