Task force militari italiani in Libano

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Task force di militari italiani in Libano
Task force di militari italiani in Libano

Arriva una task force di militari italiani in Libano per dare un aiuto importante alla popolazione. “10.000 Caschi Blu sul territorio libico, con questa forza in campo possiamo aiutare questo Paese che ci ospita da più di 42 anni”. Questa è la dichiarazione del Generale di Divisione, Stefano Del Col, Capo Missione e Comandante delle Forze ONU in Libano.

Task force di militari italiani al porto di Beirut

L’operazione italiana è tenuta in grandissima considerazione tra i caschi blu della missione UNIFIL. “Siamo qui per la rimozione dei detriti dell’esplosione del 4 agosto: secondo la risoluzione ONU numero 2539 del 28 agosto 2020”. Aggiunge il capo missione.

Task force ad alti livelli

La task force, inizialmente a guida francese, passerà poi nella fase operativa sotto il comando del tenente colonnello dell’Esercito Italiano Andrea Cubeddu, comandante dell’HQ support unit, l’unità di supporto alle attività operative del settore Ovest di Unifil.
La Task Force è articolata su un posto comando, due compagnie del genio (una cinese e una francese rinforzata da un assetto cambogiano) e tre team italiani, di cui uno specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) in grado di effettuare attivita’ di rilevazione, identificazione, campionamento e decontaminazione delle aree di intervento, uno IEDD (Improvised  Explosive Device Disposal) per l’eventuale disinnesco di ordigni esplosivi, e uno sanitario.

Risoluzione dai poteri speciali

La risoluzione ONU numero 2539 autorizza la task force di militari italiani ad adottare misure temporanee speciali per aiutare il Libano e la sua popolazione. Non dimentichiamo che in questi giorni, il Libano è anche sottoposto ad uno sforzo diplomatico non indifferente. La tentativo estenuante per la formazione di un nuovo governo, mette maggiormente il paese a dura prova. Da una parte i sunniti che reclamano i loro usuali poteri attraverso il sostegno della Francia, dall’altra gli Hezbollah. Quest’ultimi di formazione sciita reclamano il ministero delle finanze, storicamente guidato dai sunniti.

Task force di militari italiani per un compito da cesellatori

Il contingente italiano in Libano é al lavoro da domenica scorsa presso il porto di Beirut per fornire supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF). L’esplosione è avvenuta in un magazzino pieno di armi, la rimozione delle macerie può essere un compito pericoloso, come avvenuto in passato potrebbero esserci bombe inesplose. Le operazioni richieste delle autorità libanesi, dureranno tre settimane e consentiranno non solo la riapertura del porto ma anche dei servizi pubblici.

I militari italiani in un compito pericoloso

I militari italiani del contingente UNIFIL effettueranno inoltre anche degli interventi nelle strade cittadine di particolare interesse ed anche in alcune aree residenziali del centro di Beirut che sono state danneggiate dall’esplosione. Ancora una volta il supporto dei “Caschi Blu” italiani alle LAF si sta rivelando fondamentale per consentire ai cittadini di Beirut il ritorno alla normalità anche presso la zona portuale.

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