Tamponi nelle parafarmacie: Italia Viva blocca l’emendamento

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Tamponi nelle parafarmacie

Italia Viva di Renzi blocca l’emendamento al decreto Covid, proposto da Leu-Ecosolidale, in cui si proponeva di consentire ad eseguire tamponi nelle parafarmacie. Per rilevare i contagi da Coronavirus. Una logica alternativa alle lunghe code davanti alle farmacie.

Emendamento tamponi nelle parafarmacie: perchè è affondato?

Italia Viva e il centrodestra in Commissione Affari Costituzionali fanno asse. E votano a sfavore dell’emendamento. Che estendeva alle parafarmacie la possibilità di effettuare i test molecolari e antigenici rapidi. Per diagnosticare l’infezione da Sars Cov2. Con 11 voti favorevoli e 13 voti contrari della Lega, FdI, Forza Italia e Italia Viva, la proposta affonda. Ma a rendere ancora più complicate le cose, come se non bastasse, è l’attuale contesto politico. Ormai metabolizzato sulle elezioni Quirinalizie. Ed è proprio la figura di Matteo Renzi, e il modo in cui ha prepotentemente imposto la sua leadership e gli ideali dei quali si fa propugnatore, che rivelano un quadro inedito. Perchè appare più evidente che il leader di IV stia strizzando l’occhio alla parte anti sovranista di Forza Italia. E della Lega. 

Italia Viva sempre più allineata col centrodestra

Infatti, la compagine di Renzi non concorda con Pd e Movimento 5 Stelle su diverse questioni inerenti alla pandemia. E alla ripartizione del denaro ricevuto dall’Italia grazie al Recovery Fund europeo. Renzi ha fatto qualcosa che fino ad ora nessuno aveva osato. Forse per pudore o forse anche per timore di perdere consensi, e cioè si è schierato apertamente e senza riserve con i nazionalisti e i sovranisti. E’ palese che il senatore di Rignano sta giocando le sue carte per il futuro. E quindi farà la cosa che gli riesce meglio. Tenere il piede in due scarpe. Perchè i suoi mille avversari interni ed esterni, venderebbero l’anima per vederlo politicamente “morto”.       


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La replica di Conte

La politica italiana, si sa, va a sobbalzi. Sembrava immobile nella fissità degli schieramenti, con liti da cortile all’interno di ciascuno, ma adesso, a causa delle elezioni quirinalizie, inizia a muoversi. In maniera disordinata. Senza che si capisca ancora che direzione potrà prendere, ma si muove. Intanto Giuseppe Conte dal canto suo interviene sulla vicenda. E commenta la bocciatura dell’emendamento attraverso il suo profilo Facebook. L’ex premier in un post scrive: “Quando la politica abbandona il buonsenso e agisce per finalità diverse dal bene comune a pagare il conto più salato sono sempre i cittadini. Per il Movimento non finisce qui“. Mentre il senatore pentastellato spiega: “Sarebbe stato un aiuto alla popolazione,in fila davanti alle farmacie, e un aiuto anche ai farmacisti che non riescono a sopperire a questa mole di lavoro. Ironia della sorte – ha aggiunto Castaldi – è che il relatore, dopo aver dato parere favorevole, ha poi votato contro”. Anche l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani twitta: “Un lobbismo senza vergogna. Farmacisti che hanno una laurea come gli altri non possono fare i tamponi mentre la gente è in coda. E poi parlano di liberalizzazioni“.