Taiwan: il governo punta a potenziare la difesa in funzione anti cinese

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Per ostacolare le future mosse militari della Cina il governo di Taiwan sta pensando di potenziare i propri apparati militari. Questa scelta strategica, arrivata in un momento storico di grande crisi tra i due paesi, vedrà una crescita esponenziale delle forniture di armi taiwanesi. Il presidente dell’isola Tsai Ing-wen, sin dal suo arrivo, ha sempre dato una priorità alle spese per la difesa e non intende sottostare ai ricatti di Pechino.

In questi giorni Taiwan è impegnata in una serie di operazioni che simulano attacchi dalla vicina Cina chiamate Han Kuang. Una presa di posizione forte che sicuramente incontrerà la risposta della Cina.

Taiwan Cina: perchè questa scelta?

La questione geopolitica Taiwan-Cina è vecchia quanto la nascita politica dell’isola, avvenuto per merito dell’esiliato Chiang Kai-shek, leader del partito Kuomintang, dopo la guerra civile cinese. Da lì in poi i rapporti tra i due sono stati sempre contraddistinti da minacce e da violenze verbali. Fino ai giorni nostri, in cui l’influenza dell’intelligence americana su Taiwan gioca un ruolo fondamentale sullo scacchiere geopolitico del Mar Cinese Meriodionale.

Il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha concordato con il suo governo di spendere 471,7 miliardi di dollari taiwanesi (17 miliardi di dollari) a partire da gennaio. La spesa riguarderà l’acquisto di nuove attrezzature, missili da crociera, navi da guerra e nuove portaerei. In particolare, si punterà molto su una nuova classe di navi da guerra stealth, ossia imbarcazioni in grado di sfuggire agli occhi del nemico.

Taiwan intende anche potenziare e testare i propri missili a lungo raggio, in grado di colpire, come affermano fonti ministeriali, obiettivi cinesi. I missili saranno probabilmente posizionati sulle coste meriodionali e orientali dell’isola.


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