Taglio dei Parlamentari. Il No di Daniela Zappatore

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Tra due giorni gli elettori italiani saranno chiamati ad esprimersi sul taglio dei parlamentari. Con la vittoria del Sì i parlamentari diventeranno 345 in meno con un risparmio dello 0,006% del debito pubblico. Se ad avere la meglio sarà in No, il Parlamento resterà invariato.

E’ sulla seconda opzione che ha espresso sostegno Daniela Zappatore, coordinatrice di Città Civile. La scelta sul referendum è coerente con quella sulle elezioni regionali in Puglia. Infatti il Movimento sostiene il candidato consigliere regionale Antonio Nunziante, candidato in Italia in Comune. Partito che ha manifestato il proprio dissenso al taglio dei parlamentari.

Un No secco al taglio dei parlamentari, motivato con una nota ufficiale pubblicata sul suo profilo facebook.

Per la Zappatore “ridurre il numero dei parlamentari non migliora affatto la qualità del lavoro svolto da chi ci rappresenta” e spiega che “in molti voteranno si per un grande senso di insoddisfazione nei confronti di chi ci governa. Anche io sono arrabbiata e delusa. Ma la minore quantità non è affatto indice di qualità. Il problema serio è la qualità del dibattito e della classe dirigente”.

Non manca il suo commento sul rilievo economico del taglio dei parlamentari: “il risparmio è davvero irrisorio. Viene stimato intorno ai 57 milioni di euro l’ anno (lo 0,006% della spesa pubblica). Un caffè a testa”. Ma la stessa coordinatrice di Città Civile fa un’altra importante premessa: “la democrazia non ha prezzo, se la mera riduzione del numero di parlamentari non è affiancata dalla revisione dei processi e delle strutture, i costi, per i parlamentari rimasti, potrebbero addirittura aumentare. Si andrebbe, per esempio a pagare una mole di lavoro maggiore e spostamenti più ampi e in maggior numero”.

Il problema quindi non sarebbe risparmiare: “potremmo ottenere lo stesso risultato semplicemente adeguando lo stipendio dei parlamentari alla media europea. E credo che sia questa la strada giusta. Un politico deve essere un “uomo di servizio”. Ma ci sono anche tante altre strade che è possibile percorrere. Tagliare ad esempio apparati e strutture inutili” continua Zappatore.

La rappresentanza, invece, si ridurrà drasticamente con la vittoria del sì: “ampi territori ed ampie fasce di persone non avranno portavoci. La riduzione dei parlamentari poi, non sarà proporzionale tra le regioni: alcune (Umbria, Basilicata) perderanno quasi il 60% dei seggi, a fronte di una media pari al 36,5%. In Trentino Alto Adige, per contro, la riduzione sarà solo del 14,3%. Fasce intere di popolazione non avranno più riferimenti” scrive Zappatore.

In conclusione – si legge nella nota – “il taglio dei parlamentari dovrebbe a garanzia di tutti, essere, al massimo, inserito in una riforma generale di tutto il sistema istituzionale” e continua “di gran parte dei politici attuali non mi fido. Mi fido ciecamente, invece, dei nostri padri costituenti, politici con la P maiuscola. La costituzione è il frutto di una grande riflessione condivisa”.

Infine cita Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, il quale sosteneva che “quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo s’incomincia sempre col limitarne il numero dei componenti”.

Serve davvero tagliare i parlamentari per migliorare la democrazia? Leggi l’approfondimento.

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