Taglie russe contro soldati statunitensi dislocati in Afghanistan?

Non regge l'accusa che la Russia pagherebbe i talebani per uccidere soldati statunitensi

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Negl’ultimi mesi la notizia sulle taglie russe contro i soldati statunitensi che vengono pagate ai talebani ha fatto molto scalpore. Questa è una storia che si è sviluppata in due parti. La prima è l’accusa, che ha conquistato i titoli dei media americani, che un’unità segreta dell’intelligence militare russa paghi i militanti afghani per uccidere gli americani. La seconda è l’affermazione che il presidente Trump è a conoscenza di questa attività e non ha fatto nulla, oppure ha previamente chiuso le porte della Casa Bianca alle notizie di illeciti russi. Il “perfect timing” di queste accuse pare colleghino il non interesse del governo centrale Afghano a un ritiro statunitense con gli sforzi dei oppositori politici interni di Trump in una fase di elezioni.

La veridicità delle fonti sulle taglie russe

La domanda iniziale da porsi nel valutare la veridicità dell’accusa è: quanto sono credibili le fonti? Ecco la risposta: non molto. Secondo il New York Times, le fonti principali sono militanti e criminali catturati e interrogati dal governo afghano. Ma le fonti umane sono spesso intenzionalmente o involontariamente fuorvianti. I militanti catturati dicono spesso ai loro interrogatori cose che sperano di ottenere un trattamento più indulgente. Altri raccontano storie a cui credono onestamente, ma sono poco più per un sentito dire. “Curveball”, la fonte giustamente nominata per l’ormai screditata affermazione del 2002 che l’Iraq aveva costruito laboratori mobili di armi biologiche, ha semplicemente mentito ai suoi addetti dell’intelligence per far avanzare la sua agenda anti-Saddam.

Alimentazione del scetticismo sulla veridicità delle taglie russe

La seconda domanda è: quali altre informazioni potrebbero sostenere o smentire le accuse? Anche qui c’è motivo di scetticismo. Il Times cita prove di “grandi trasferimenti finanziari” dai servizi segreti militari russi ai Talebani. Ma l’esame di quelle informazioni sollevano alcune domande sconcertanti. La media dei soldati statunitensi uccisi in Afghanistan ogni anno è dai 14 a i 22 americani all’anno dal 2016 al 2019. Quest’anno ad’ oggi solo 9. Se il denaro russo effettivamente è inviato per finanziare un programma di taglie in questo lasso di tempo, perché non ha avuto un grande impatto? E se il rapporto del Times sui grandi trasferimenti finanziari – uno dei quali era di almeno 500.000 dollari – è accurato, sembrerebbe che i russi, tipicamente pignoli, pagassero somme enormi per ogni uccisione o pagassero in anticipo, il che non è il modo in cui funzionano di solito le taglie.

Cui Prodest?

Il che ci porta a una terza domanda: Chi trae vantaggio da queste accuse? La lista include certamente il governo centrale afghano, che ha supervisionato gli interrogatori su cui si basa la storia e vuole disperatamente che l’esercito americano rimanga in Afghanistan, nonostante gli sforzi del presidente Trump per ridurre la nostra presenza. Poche cose potrebbero mettere a dura prova gli ingranaggi dei colloqui di pace afghani in modo più efficace delle notizie credibili secondo cui i Talebani stanno lavorando con i russi per uccidere gli americani. La lista comprende anche gli oppositori politici interni di Trump. I quali per lungo tempo hanno tentato di incastrarlo con false accuse di lavorare per conto del Cremlino o addirittura sul suo libro paga. La storia screditata della collusione russa è un esempio lampante di questo sforzo.

Mosca da sempre ha sostenuto l’intervento statunitense in Afghanistan

Mosca ha incoraggiato e sostenuto la guerra degli Usa contro i Talebani per molti anni dopo gli attacchi dell’11 settembre. Ultimamente gli Usa hanno ridotto la loro presenza e hanno appoggiato sia il ritiro degli Usa che i colloqui di pace con i Talebani. Il Cremlino non sta cercando il modo di ostacolare la partenza degli Usa da una regione che un tempo dominava Mosca. Piuttosto, sta cercando di coltivare i rapporti con i molti signori della guerra e le fazioni che probabilmente governeranno le varie regioni dell’Afghanistan all’indomani del ritiro americano.

Le regole da rispettare

Perché tanto scetticismo? Per prima cosa, questo tipo di caccia alle streghe sarebbe un atto di escalation senza precedenti. Anche al culmine della guerra fredda, sia l’Unione Sovietica che gli Usa si sono astenuti da tale attività. Nonostante si siano impegnati con entusiasmo in una guerra per procura nei teatri di tutto il mondo. Il KGB cercò persino un’intesa esplicita con la CIA sul fatto che nessuna delle due organizzazioni avrebbe rapito o assassinato il personale del suo rivale. La Russia oggi è senza dubbio desiderosa di limitare l’influenza globale statunitense, ma è ben lontana da intraprendere azioni di questa portata. In Afghanistan SI e in Siria NO? Non ci sono prove che i russi stiano cacciando teste in Siria, dove avrebbero maggiori incentivi a prendere di mira gli americani e maggiori capacità di farlo.

L’ipocrisia e l’opportunismo politico dei democratici

Impossibile sfuggire all’impressione che la corsa verso l’indignazione per le accuse sulla taglia russa sia pura ipocrisia e opportunismo politico. I democratici Senior che sono stati rapidi nell’accusare Trump di tradimento per non aver punito i russi rammentino il loro stesso sostegno nel boicottare gli accordi nucleari e alla revoca delle sanzioni contro l’Iran non molto tempo fa. Ciò, nonostante il fatto incontestabile che Teheran ha fornito un vero e proprio addestramento, informazioni operative e armi alla resistenza irachena la quale ha causato molti danni portando all’uccisione e alla mutilazione di migliaia di soldati americani.

Le accuse non sono ancora confermate

Ancora non confermate, le accuse dovrebbero servire come un sobrio promemoria per ricordare che una guerra ombra senza restrizioni con Mosca può produrre autentici pericoli per gli americani. Una differenza lampante tra la Guerra Fredda e quelle di oggi è che la Guerra Fredda è combattuta secondo i parametri delle regole concordate. Oggi non ne abbiamo quasi nessuna.

Il scetticismo sulle accuse del New York Times riguardo le taglie russe

Un portavoce dei Talebani ha respinto l’accusa che i membri del gruppo hanno ucciso le truppe americane per la taglia dalla Russia. Riferendosi a una precedente dichiarazione del 27 giugno del gruppo che affermava che: “i talebani non sono in debito con la beneficenza di alcun organo di intelligence o paese straniero e nemmeno l’Emirato islamico ha bisogno di nessuno per specificare gli obiettivi”. Invece Kayleigh McEnany ha detto che: “Non c’è consenso all’interno della comunità dei servizi segreti su queste accuse, e, in effetti, ci sono opinioni dissenzienti da parte di alcuni dei servizi segreti riguardo alla veridicità di quanto riportato. E la veridicità delle accuse sottostanti continua ad essere valutata”. “L’intelligence è verificata prima che arrivi al Presidente degli Usa. E in questo caso, non è verificata”.


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