Tacco e punta è quell’attimo impercettibile della marcia sportiva in cui entrambi i piedi devono toccare terra contemporaneamente, tra un passo e l’altro, pena la squalifica. Un attimo e si riparte verso il traguardo, passo dopo passo.

Lo stesso attimo impercettibile in cui si spezza la vita di una donna quando, bambina, subisce violenza. In particolare da qualcuno che doveva esserle amico, di più, che doveva aiutarla a crescere. Lo stesso attimo impercettibile in cui decidi di fare qualcosa di sbagliato ma non riesci a fermarti e vai avanti.

E’ racchiuso tutto lì, nel libro che racconta 5 passaggi della sua vita, da leggere tutto d’un fiato.

La presentazione

“Tacco e Punta Giuliana, Tacco e Punta!” è il titolo di un libro che non ha numeri nelle pagine. Nessuna sequenza da seguire, perchè ogni pagina, ogni parola si intreccia con altre, prima o dopo. Così le anacronie che ci sottopone l’autore, Massimiliano Morelli, ci portano prima al 1983 poi ai giorni nostri, poi di nuovo indietro nel tempo e infine ci proietta con la mente nel futuro dell’atleta Giuliana Salce, verso il prossimo obiettivo dei Campionati Europei Master che tornano in Italia, a Venezia, il prossimo settembre.

5 passaggi, dicevamo. La violenza dello zio, le vessazioni del marito, la bulimia, l’anoressia, il doping. Giuliana Salce e Massimiliano Morelli raccontano, si raccontano, nella cornice del Chiostro del Governatorato di Ostia (Roma). E’ nata qui Giuliana, precisamente ad Ostia Antica. Non era difficile incontrarla la mattina presto sulla strada che da casa sua porta al mare attraverso la pineta. Tacco e punta, passo dopo passo, lo sguardo sempre dritto avanti.

Quello sguardo profondo che ti entra dentro quando parla delle sue denunce, quello sguardo che ancora si abbassa un po’ quando racconta dei suoi dolori.

Tacco e Punta Giuliana
Presentazione al Chiostro del Palazzo del Governatorato Ostia (Photo Pino Corrias)
Tacco e Punta Giuliana
Giuliana Salce (Photo Pino Corrias)

Morelli si propone come il narratore che racconta una storia che conosce. La conosce così bene da presentare al lettore anche i pensieri di Giuliana, quelli che l’hanno accompagnata nella marcia verso il titolo iridato di Parigi nel 1985.

Ma il brillare della stella Giuliana Salce nasconde il buio della violenza subita ancora bambina da parte di uno zio. Una violenza che ti fa sentire sporca e sbagliata e che condizionerà tutta la sua vita. A partire dalla scelta dell’uomo che dovrebbe “amarla e onorarla”,restarle accanto “nel bene e nel male, in salute e in malattia” ma che dopo pochi mesi di matrimonio la tradisce con una collega di allenamenti. Un uomo che la vessa, che vuole essere padre padrone, che la picchia eppure dice di amarla. Nel corso della presentazione del libro Giuliana racconta di non riuscire a staccarsi da lui. Confessa:

in seguito agli abusi, poi vai a scegliere di stare con le persone simili a chi ti ha fatto violenza

Un marito che in qualche modo la spinge pure a rifiutare il cibo o ad ingozzarsi anche di notte per poi correre in bagno ad indurre il vomito. Una volta, dieci, cento mille, fino a vomitare anche sangue. Soffre Giuliana ma forse pensa di meritarlo, nella sua testa si sente ancora addosso la colpa della violenza. Cercherà in tutti i modi di mostrare agli altri, al mondo intero più che a se stessa, quanto vale una donna. I risultati sportivi arrivano nonostante le sue condizioni fisiche e mentali è forte Giuliana. Più forte di tutto e di tutti.

Il libro di Morelli ci parla con delicatezza di tutto questo, ci racconta delle scarpe rotte di suo figlio Barnaba ( storia che scoprirete durante la lettura del libro), di non potergliene comprare di nuove. Delle porte chiuse da parte della federazione, del CONI, e di un lavoro che non riusciva più a trovare. Quasi fosse portatrice di peste e non di giustizia.Ne parla senza vergogna anche la protagonista, dei suoi momenti bui, della soglia di indigenza. La stessa vergogna che non prova quando si autodenuncia per aver fatto uso di sostanze dopanti. La forza di andare contro tutto e contro tutti. Per onestà, riconoscenza, amore. Nei confronti della gente, dei suoi genitori, dei suoi figli.

La vita vissuta di Giuliana Salce è un esempio per tutti, uomini e donne, giovani e adulti. Va raccontata. Giuliana urla al mondo che lei ce l’ha fatta, può accadere anche ad altri. Ed è a questi altri che parla nelle scuole, negli incontri di presentazione del libro. Giuliana Salce vuole raccontare. Vuole che nessuno si senta solo, indifeso. Lo vuole con forza, quella forza anche fisica che la natura le ha regalato. Che le hanno regalato papà Renato e mamma Vera a cui non smette di pensare.

Un testo che svela solo in parte, e pudicamente, l’intimità di Giuliana. Lascia margini all’approfondimento a cui si vorrà accedere, ne siamo certi, conoscendo di persona la protagonista.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here