Sylvia Browne: l’ennesima veggente che aveva predetto il Coronavirus del 2020? E non solo!

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La veggente Sylvia Browne aveva predetto il Coronavirus e non solo

Syliva Browne è stata un personaggio fortemente d’impatto negli Stati Uniti. Professione? Dalla sua pagina Wikipedia possiamo leggere “sensitiva.”
La sue profezie sono state raccontate in decine di libri, molti di questi anche tradotti in italiano dalla Mondadori.

La sua capacità medianica, sorta fin dalla tenera età, le ha concesso la partecipazione, come consulente della polizia e FBI, ad oltre 100 casi di sparizione ed omicidi. Da sottolineare che il suo contributo non ha mai fornito un ausilio reale nella risoluzione delle indagini. Su 115 previsioni, 25 si sono rivelate del tutto false. Browne è stata anche aspramente criticate per le sue visioni infondate, ad esempio, ha fornito informazioni a genitori di bambini scomparsi, totalmente scorrette. In California è morta nel 2013, dopo aver fondato anche una chiesa sincretista.


Coronavirus: Un libro lo aveva previsto


La profezia in “End of a days”

Nel 2008 Sylvia Browne ha pubblicato un libro dall’inquietante titolo “End of a days”, “Fine dei giorni”. Ciò che di più agghiacciante nasconde questo libro si ritrova a pagina 312:

“Attorno al 2020 diventerà prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura. Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”.

L’inquietudine si ritrova nella minuziosa descrizione e nella forte analogia con ciò che stiamo realmente vivendo. Può rincuorare la parte finale: “svanirà con la stessa velocità“. Una speranza assopita immediatamente dalle predizione del ritorno del Coronavirus nel 2030. Si presume, che semmai accadesse, la nostra capacità di risposta sarà molto più elevata rispetto a quella attuale. Tale profezia del 2020 è un punto elenco, anticipata da un morbo che potrebbe essere guarito da «un’associazione di corrente elettrica e calore elevatissimo».

Alla ricerca della verità

Dean Koontz con “The eyes of darkness” ha scosso già gli animi, ipotizzando il virus “Wuhan-400”, che avrebbe condotto alla grave polmonite del 2020.
Sylvia Browne non è da meno, considerando che la sua predizione si estende su un arco di tempo di 10 anni.

La chiarezza delle informazioni esposte spinge molti a cercare le fondatezze di una delle tante profezie. La prime ricerche hanno condotto alla scoperta di una profezia sun una malattia batteria, che sarebbe accaduta nel 2010, ma che in realtà non si è mai verificata.

Sylvia Browne ha scritto di morti per polmonite, la quale nel 2014 è stata considerata da la Fondazione Umberto Veronesi come «la prima causa di morte per infezione nel continente» europeo. Difatti nel 1990 si contavano già più di 3,4 milioni di vittime.

Non sconvolge nemmeno la capacità di predire una malattia respiratoria, se si considera la stretta correlazione tra il COVID-19 e la SARS, che in alcuni Paesi si era manifestata già nel 2002.

Il libro pubblicato dalla Mondadori nel 2012 si intitola Profezie. Che cosa ci riserva il futuroed è una raccolta delle profezie di Sylvia Browne. Attualmente non si può accedere alla versione italiana online ed il libro è acquistabile solo per le prossime settimane. Si attende risposta dalla suddetta casa editrice.

Tra i Simpson, Koontz e Browne sembra che il COVID-19 sia una novità solo per la sanità, eppure è troppo semplice ritrovare segni del futuro nel passato, quando il primo è divenuto presente!

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