Sulle tracce di Aldo Moro. Romano Prodi e la seduta spiritica

L'audizione di Romano Prodi

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L’audizione di Romano Prodi
Nella seduta della commissione di inchiesta sul caso Moro, tenutasi mercoledì 10 giugno 1981, venne ascoltata la testimonianza di Romano Prodi. Da una seduta  spiritica, nelle campagne di Bologna, in data 2 aprile 1978, sedici giorni prima della scoperta del covo delle brigate rosse di via Gradoli a Roma, esce fuori il nome Gradoli. Il Presidente della commissione, nell’introdurre i lavori afferma “Tra gli episodi sui quali la Commissione ha disposto approfondimenti rientra certamente quello di via Gradoli. Dopo aver svolto accertamenti su via Gradoli, dove è stato trovato il famoso covo, la Commissione intende completare la sua indagine ricostruendo con la massima precisione possibile anche l’origine della segnalazione relativa al paese di Gradoli, nel Viterbese, sul quale si svolse un’indagine rivelatasi infruttuosa. Su questa ultima informazione, originata, come è noto, da una seduta parapsicologica alla quale avrebbe partecipato con altri suoi amici e congiunti, vorremmo acquisire il massimo di chiarimenti possibile: come, ad esempio, chi ha avuto l’iniziativa, quali tipi di indicazione sono scaturiti dalla seduta prima di arrivare alla indicazione di Gradoli”. Il professore bolognese risponde “Ripeto quanto ho già scritto nella mia lettera. In un giorno di pioggia in campagna, con bambini e con le persone che penso vedrete successivamente, perché sono tutte qui, si faceva il cosiddetto «gioco del piattino», termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Naturalmente, nessuno ci ha badato; poi, in un atlante, abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno ne sapeva qualcosa e, visto che nessuno sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Mi spiace, ma questo è l’andamento delle cose. Se non vi fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stato Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto, ed allora ho riferito immediatamente”. Durante la discussione emerge  “FLAMIGNI – Comunque il risultato, la conclusione è che almeno quando viene fuori la parola «Gradoli» le si attribuisce importanza perché lo si comunica alla segretaria nazionale della Democrazia Cristiana, al capo della Polizia; poi, si muove tutto l’apparato. PRODI – Quando l’ho comunicato a Cavina m’ha detto che ce ne sono state quarantamila di queste cose. Fino al momento del nome, non era stato molto importante; per scrupolo (non esiste sulla carta geografica) lo comunichiamo…Una cosa è quando è uscita via Gradoli…FLAMIGNI – Capisco bene… è uscita via Gradoli. Ma se dopo un gioco del genere, se ne dà comunicazione e arriva al tavolo del capo della polizia, indiscutibilmente un minimo di importanza gli è stato attribuito..”.

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