Sulle tracce di Aldo Moro. Paolo Cucchiarelli “Morte di un Presidente”

Paolo Cucchiarelli "Morte di un Presidente"

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Le dichiarazioni dell'on. Luciano Violante

Paolo Cucchiarelli “Morte di un Presidente”

Il libro “Morte di un Presidente”, del giornalista investigativo Paolo Cucchiarelli, contribuisce a gettare nuova luce sul caso Moro. Tantissime indagini giornalistiche, fino ad oggi, sono partite dalle conclusioni delle sentenze dei tribunali, e dalle ricostruzioni fatte dai terroristi sugli avvenimenti attraverso memoriali e pubblicazioni di libri. Partendo dal presupposto che le dichiarazioni o le confessioni delle brigate rosse fossero tutte veritiere. Tra i tanti elementi trattati dall’autore del libro, da sottolineare  l’ora dell’uccisione, la posizione del corpo e chi ha sparato Aldo Moro. Nell’importate indagine condotta da Cucchiarelli, avvalendosi della collaborazione di due esperti periti, quali: Gianluca Bordin e Alberto Bellocco.

In un brano del suddetto  libro, nel paragrafo relativo a l’orario dell’uccisione: “Nel 1978, i periti medici  utilizzarono tre parametri per determinare l’ora dell’uccisione di Aldo Moro: temperatura corporea, temperatura esterna, rigidità cadaverica. Indicarono l’ora del decesso tra le ore 9,00 e le ore 10,00. Bellocco riprende tutti i dati della perizia autopica e li ricalcola secondo i parametri fissati  nel 1979 dal nomogramma di Henssge. “Tale revisione consente di affermare che il decesso è avvenuto in un range di tempo compreso tra le ore 01,50 del 9 maggio e le ore 7,20 dello stesso giorno, con un orario stimabile per le ore 04,35”. 4,30 esattamente l’ora che indica Pecorelli su OP, come abbiamo già raccontato. Bellocco, naturalmente, non conosceva questa coincidenza. Il testo della lettera anonima, citata da Cucchiarelli, è quella pubblicata da Mino Pecorelli, sulla rivista Osservatore Politico in data 25 luglio 1978. Il contenuto della suddetta lettera “Egregio Direttore, non so a cosa servirà quello che sto per dirvi, ma non si sa mai…In data 9-5-1978 alle ore 4,30 del mattino lasciai in una cabina telefonica quanto segue: “A.M. via della Scrofa n.31 Roma”. Dopo telefonai al comando dei carabinieri per farlo prelevare, che fine ha fatto? L’altra metà del biglietto è nelle mie mani, ma non fu possibile essere più preciso per ovvie ragioni, cioè non sapendo in quali mani sarebbe andato a finire, come certamente avrete capito si trattava dl luogo dove tenevano Moro”.

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