Lettera di Moro a Zaccagnini

Il 4 aprile 1978 viene consegnata dai “postini” delle brigate rosse la lettera di Aldo Moro (probabilmente scritta il 31 marzo), indirizzata a Benigno Zaccagnini (in qualità di segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana), e contestualmente rivolta a tutti gli uomini più rappresentativi del partito dello scudocrociato in quel particolare momento storico. Infatti è rivolta a Flaminio Piccoli (capogruppo DC alla Camera dei Deputati), Giuseppe Bartolomei (capogruppo DC al Senato della Repubblica), Giovanni Galloni (vice segretario nazionale DC), Remo Gaspari (vice segretario nazionale DC), Amintore Fanfani (Presidente del Senato, DC), Giulio Andreotti (Presdiente del Consiglio dei Ministri, DC) e Francesco Cossiga (Ministro dell’Interno, DC). Nella missiva, Moro scrive: “Caro Zaccagnini, scrivo a te, intendendo rivolgermi a Piccoli, Bartolomei, Galloni, Gaspari, Fanfani, Andreotti e Cossiga ai quali tutti vorrai leggere la lettera e con i quali tutti vorrai assumere le responsabilità, che sono ad un tempo individuali e collettive. Parlo innanzitutto della D.C. alla quale si rivolgono accuse che riguardano tutti, ma che io sono chiamato a pagare con conseguenze che non è difficile immaginare. Certo nelle decisioni sono in gioco altri partiti; ma un così tremendo problema di coscienza riguarda innanzitutto la D.C., la quale deve muoversi, qualunque cosa dicano, o dicano nell’immediato, gli altri. Parlo innanzitutto del Partito Comunista, il quale, pur nella opportunità di affermare esigenze di fermezza, non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del Governo che m’ero tanto adoperato a costituire. E’ peraltro doveroso che, nel delineare la disgraziata situazione, io ricordi la mia estrema, reiterata e motivata riluttanza ad assumere la carica di Presidente che tu mi offrivi e che ora mi strappa alla famiglia, mentre essa ha il più grande bisogno di me. Moralmente sei tu ad essere al mio posto, dove materialmente sono io. Ed infine è doveroso aggiungere, in questo momento supremo, che se la scorta non fosse stata, per ragioni amministrative, del tutto al disotto delle esigenze della situazione, io forse non sarei qui. Questo è tutto il passato”.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here