Le memorie di Stefano Delle Chiaie

Stefano Delle Chiaie è nato a Caserta il 13 settembre 1936. All’epoca dei fatti di Via Fani aveva 42 anni. Delle Chiaie è un personaggio dell’estrema destra al quale hanno attributo nel passato tantissime colpe, soprattutto quelle relative agli anni della strategia della tensione. Ha vissuto da protagonista tantissime vicende della storia italiana. Da fondatore di Avanguardia Nazionale ad uomo ricercato dai servizi segreti. Nel 2012 pubblica un libro delle sue memorie “L’aquila ed il condor”. In sostanza vengono pubblicate le memorie di un militante politico. Episodio importante, ricordato da Stefano Delle Chiaie nel suo libro, e quello riguardante il capitolo cinque dal titolo “De Lorenzo e il golpe”. In questo capitolo troviamo scritto “In una tarda serata di luglio 1964, mentre ero in riunione nelle sede di Avanguardia, Cataldo Strippoli mi avvertì che Peppe Coltellacci aveva urgenza di parlarmi. Lo raggiunsi immediatamente nel suo appartamento all’Eur e, con grande stupore, mi sentii proporre il sequestro di Aldo Moro”. Nel continuare il suo racconto afferma “La strategia di isolamento del PCI, accelerata con l’arrivo alla presidenza americana di John Kennedy, aveva avuto un suo primo effetto nel 1963 con il patto Moro-Nenni per un governo di centrosinistra. L’accordo aveva fatto emergere nell’area moderata il sotterraneo contrasto tra chi voleva limitare ai socialisti la partecipazione al governo e chi invece spingeva anche per un’apertura al Partito Comunista. Si erano messi in luce, insomma, senza alcuna prudenza, il partito del “centrosinistra bloccato” e quello “aperto” al PCI, ispirato da Moro. Fu quest’ultimo a scatenare l’allarme nei settori anticomunisti e nelle forze armate”. Delle Chiaie in riferimento alla proposta ricevuta da Peppe Coltellacci ricorda “All’appuntamento mi feci accompagnare da Giulio Crescenzi e Cataldo Strippoli. Coltellacci era particolarmente agitato. Ci fece passare nel salotto, dove era in attesa uno sconosciuto. Senza presentarci il personaggio, Coltellacci ci chiese assoluta descrizione, e poi disse: “E’ necessario lasciare da parte ogni differenza e pensare solamente al bene dell’Italia. Questo signore rappresenta un settore indispensabile per cambiare immediatamente le cose, ma prima è necessario un vostro decisivo contributo. Bisogna sequestrare Aldo Moro per impedirgli di andare in Parlamento a presentare il suo nuovo governo. E’ in una villa vicino a Roma. Siete in grado di effettuare questa azione?”. La nostra espressione di incredulità fu tale da rendere superflua qualsiasi risposta. Io e i miei accompagnatori ci alzammo nello stesso istante, salutammo freddamente Coltellacci e ce ne andammo”.

 

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