Sulle tracce di Aldo Moro. Le dichiarazioni di monsignore Fabio Fabbri. Terza parte

L'audizione di monsignore Fabio Fabbri

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Il secondo aspetto


L’audizione di mons. Fabio Fabbri
è quello di introdurre nel caso Moro, le impressioni di mons. Curioni subito dopo aver visto le fotografie dell’autopsia di Moro. Dalla sorprendente rivelazioni di Fabbri ne scaturisce il seguente dibattito “Fabbri – Le riferisco un particolare. Qui veramente mi lego le mani. Fate come volete, fucilatemi al muro. C’è stata un’autopsia. Quando fu decretato che si doveva fare l’autopsia di Moro…Gero Grassi – Si riferisce all’autopsia di Moro ? Fabbri – Certamente. Chi ha avuto le fotografie per primo ? Io. «E tu chi sei ?» mi si potrebbe chiedere. Ero il braccio destro di monsignor Curioni. Portate a me, significava date a lui. Questo non lo volevo dire. Non posso andare oltre. Purtroppo, devo chiamare in causa don Cesare, ma don Cesare è in cielo e non lo posso chiamare in causa. Quando don Cesare ha visto le cinque, sei o forse otto foto a colori, impressionanti…Grassi – Dell’autopsia ? Fabbri – Dell’autopsia, quando ha visto il cuore – di fronte a Dio dico quello sto per dire – ha detto: «So chi l’ha ucciso». Gli dissi: «Don Cesare, che stai a dire ?» «Guarda qua». La foto mostrava il cuore, tirato quasi fuori dalla gabbia toracica, in bella vista, con sei buchi intorno, con sei colpi tutti intorno, senza toccare il muscolo cardiaco. «So chi l’ha ucciso. Questa è la firma sua». Di chi ? Io non lo so. Non lo so veramente. Conosco battute che don Cesare tra i denti ha fatto a qualche amico, a qualcheduno. Ha detto: «Questa è una persona che ho conosciuto quando era al Beccaria, da ragazzo. È un killer di professione, assoldato, che poi è espatriato. Ogni tanto ritorna. Ha commissioni e le fa. Questa è la firma sua». Giustamente, lei mi dovrebbe chiedere: «Ma lei lo sa chi è ? Dove sta ? Come mai, perché e percome ?» Qui mi fermo, perché non lo so. Se avessi saputo chi è, glielo avrei detto ora”.