Sulle tracce di Aldo Moro. Le dichiarazioni del colonnello Umberto Bonaventura. Seconda parte

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Memoriale Moro

Memoriale Moro

Nell’audizione del 23 maggio 2000 – commissione parlamentare d’inchiesta – , del  colonnello Umberto Bonaventura, è emerso un “fatto nuovo”, molto importante per comprendere il mistero del “memoriale Moro”. Occorre ricordare che nel covo delle brigate rosse a Milano, in via Monte Nevoso, furono trovate in tempi diversi le carte tanto temute dal potere. Le prime carte, dattiloscritte, nel blitz dei carabinieri del generale Dalla Chiesa (1 ottobre 1978); Le seconde carte, manoscritte, da un carpentiere durante i lavori di ristrutturazione dell’appartamento (13 ottobre 1990), non più sotto sequestro. Da un serrato confronto, durante la suddetta seduta, è emerso quanto segue: “BIELLI. Su “La Repubblica”del 6 ottobre 1978 Giorgio Bocca scrive, in relazione al covo di via Monte Nevoso, che le carte di Moro furono esaminate da personalità politiche e militari prima dei magistrati. Cosa ne pensa di questa affermazione? Quali furono le disposizioni adottate subito dopo l’irruzione?Queste erano tali da impedire una tale evenienza?. BONAVENTURA. Il 1º ottobre mi trovavo in via Olivari, avviene il conflitto a fuoco e quello che ho già spiegato; dopo di che mi reco in via Monte Nevoso, dove comincia la perquisizione. Mi reco in sede e, mentre sono lì, mi chiama l’ufficiale del gruppo responsabile della perquisizione. Ricordo che furono istituiti dei gruppi misti, composti da personale dell’anticrimine e personale del nucleo operativo; il concetto fondamentale era che non si usciva se non si finiva di verbalizzare, anche se certo non pensavamo che ci fosse tanto materiale a via Monte Nevoso. Il collega mi informa che sono state ritrovate delle carte di Moro. Ne parlo e me le faccio mandare. E chiaro che il generale Dalla Chiesa le ha viste e le avrà portate senz’altro a Roma; però escludo nel modo più assoluto e tassativo che qualcosa sia stato sottratto, come mi sembra si voglia sottintendere. PRESIDENTE. Il dettaglio mi sembra importante. Voi esaminate queste carte.
BONAVENTURA. Il collega Arlati mi dice di aver trovato diverso materiale su Moro; lo riferisco e me lo faccio mandare. Facciamo delle fotocopie. BIELLI. Come è possibile che su alcuni quotidiani due giorni dopo avviene già una fuga di notizie PRESIDENTE. Il colonnello ci sta dicendo una cosa che finora non era mai emersa. Una parte della materialità dei ritrovamenti esce da Via Monte Nevoso e poi ci ritorna. BONAVENTURA. Sı. Facciamo delle fotocopie, le diamo al generale Dalla Chiesa, e poi questo materiale ritorna nel covo per fare la verbalizzazione. Lo dico tranquillamente, senza alcun problema. PRESIDENTE. Se fossi stato il magistrato inquirente, mi sarei molto”incavolato”. Si entra in un covo, deve arrivare l’autorità  giudiziaria e si spostano le cose che stanno nel covo stesso prima dell’arrivo del giudice e che possa operare il sequestro?”.