La componente socialista si diede molto da fare per la possibile liberazione dell’onorevole  Aldo Moro. In commissione parlamentare il leader socialista Bettino Craxi sottolineò l’incontro del 2 maggio 1978 tra le delegazione socialista e quella democristiana. Durante l’incontro si fecero delle valutazioni politiche, furono elaborate ipotesi, con dettagli ed ipotesi concrete. Ad un certo punto del vertice politico, durato fino a tarda notte, la delegazione della Democrazia Cristiana si ritirò in un’altra stanza per prendere le decisioni finali da comunicare. L’onorevole Craxi ricorda in questi termini, davanti ai membri della commissione, l’esito finale dell’incontro “Al termine della consultazione, essa ci comunicò le sue decisioni: restando acquisiti i risultati positivi cui era pervenuto l ’incontro, la Democrazia Cristiana preferiva redigere un proprio distinto comunicato (noi avevamo proposto un comunicato congiunto). Il comunicato della Democrazia cristiana fu emanato così l ’indomani mattina, 3 maggio. Esso diceva: «La delegazione democristiana ha approfondito la valutazione della via indicata dal Partito socialista per tentare di ottenere la liberazione dell’onorevole Aldo Moro. La delegazione, nel riaffermare il proprio impegno a non lasciare nulla di intentato per salvare la vita del Presidente del Consiglio nazionale, ritiene che dell’iniziativa socialista, come di altre ipotesi prospettate, si debba a questo punto investire il Governo, perché ne esamini le concrete possibilità con il più ampio arco delle forze democratiche, nel rispetto delle leggi del nostro ordinamento e nella esclusione di ogni trattativa con gli autori della strage di via Fani e del rapimento dell’onorevole Moro. Per pare sua, la Democrazia cristiana sente il dovere di richiamare ancora una volta la serie di iniziative umanitarie rimaste sinora purtroppo senza esito e di sottolineare come i più significativi appelli lanciati dalla suprema autorità spirituale e dalle più qualificate sedi internazionali siano rimasti senza risposta. In ogni caso, la Repubblica, attraverso le forze che la esprimono, dinanzi alla restituzione in libertà di Aldo Moro ed a comportamenti che indicassero una svolta nell’uso della violenza, saprà certamente trovare forme di generosità e di clemenza coerenti con gli ideali e le norme della Costituzione». Nella stessa mattinata, poche ore dopo, la Presidenza del Consiglio diramava il seguente comunicato di risposta: « L ’invito al Governo rivolto dalla Democrazia Cristiana di approfondire il contenuto della soluzione

umanitaria adombrata dal partito socialista avrà un seguito in una riunione


Relazione dell’on. Craxi in commissione parlamentare

del Comitato interministeriale per la sicurezza, che avrà luogo nei prossimi giorni. Si osserva tuttavia sin d’ora che è nota la linea del Governo di non ipotizzare la benché minima deroga alle leggi dello Stato e di non dimenticare il dovere morale del rispetto del dolore delle famiglie che piangono le tragiche conseguenze dell’operato criminoso degli eversori»”.

 

 

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