Sulle tracce di Aldo Moro. Intercettazioni e sequestri durante i 55 giorni

Intercettazioni telefoniche. Comunicati delle brigate rosse

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La relazione di minoranza PSI

Nell’esaminare i numerosi documenti pubblicati dalla commissione Moro, cattura l’attenzione quello della Questura di Roma, ufficio Digos, del 19 aprile 1978 a firma del vice questore dott. Marcello Giancristoforo. Nel pieno fermento del sequestro del leader democristiano viene stilato un rapporto, inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, avente per oggetto “Sequestro dell’On/le Moro ed uccisione dei cinque militari della scorta”. Da questo documento emerge “Di seguito ai precedenti rapporti, relativi all’oggetto, si comunica che, alle ore 13,20 di ieri, nel corso dell’intercettazione dell’utenza telefonica N. 850019, installata nello studio del1’On/le Moro, ubicato in via Savoia 85, gli ufficiali di P.G. procedenti hanno ascoltato una conversazione, da cui é emerso che era pervenuta una lettera indirizzata all’avv. Rana, all’interno della quale vi sarebbe stato un messaggio delle B.R. La lettera avrebbe dovuto essere aperta personalmente dallo stesso avv. Rana. Per disposizione del Procuratore Aggiunto della Repubblica dott. Vessichelli,.alle ore 15,30 lo scrivente si é recato nello studio dell’On/le Moro ed ha chiesto che gli venisse consegnata la citata lettera. Gli addetti alla segreteria hanno dichiarato di non saperne nulla. Poi, in seguito alle insistenze dello scrivente, previ  contatti telefonici con tale dott. Guerzoni, hanno consegnato 1’unita lettera, già aperta, che é stata sequestrata. Si allegano copia della relaziona del personale addetto al servizio di intercettazione,il verbale di sequestro e la lettera, in ordine al contenuto della quale é stata interessata la Questura di Latina per gli accertamenti del caso”. Un documento che conferma come, durante i 55 giorni del sequestro, l’abitazione e lo studio dell’on. Moro erano monitorate dalle forze dell’ordine costantemente. Sempre alla stessa Procura, nello stesso giorno, veniva trasmesso un rapporto del commissariato del Lido di Roma avente per oggetto “verbale di sequestro di n.91 ciclostilati delle Brigate Rosse”. Nel sottopasso ferroviario erano stati trovati ciclostilati contenenti il comunicato dei brigatisti n.2 del 25 marzo 1978. Il messaggio era chiaro. Il processo al presidente della Democrazia Cristiana continuava e l’opinione pubblica doveva essere informata.

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