Sulle tracce di Aldo Moro. Il generale dalla Chiesa e l’operazione del 1 ottobre 1978. Seconda parte


Il generale Dalla Chiesa

Il generale Dalla Chiesa continuò a raccontare, davanti ai membri della commissione parlamentare, la vicenda relativa all’operazione del 1 ottobre 1978.  Disse “Il titolare di questo negozio di motocicli confessò di avere venduto questo motociclo senza registrarlo perché apparteneva ad uno stock di motocicli ormai scaduti, fuori del tempo, e che non poteva, non avendo fatto un atto regolare di compravendita, mostrare chi poteva avere scritto il nome alla base di un atto. Senonché, intervenne il commesso e ricordò ai nostri militari che questo motociclo lo aveva visto in quella zona e che era disponibile per accompagnare esattamente nelle strade in cui il mezzo era stato notato: era nella zona di Lambrate perché anche il negozio mi sembra graviti in quella zona. Una serie di appostamenti condussero verso la fine di agosto a stabilire che Azzolini faceva capo ad un determinato palazzo. Parlo di agosto, quando l ’Antiterrorismo da me diretto non esisteva, esisterà sol­tanto dal 10 settembre in poi, se ne è parlato sì ai primi di agosto e diretta­mente potevo anche avere preso contatti perché sapevo come sarebbe andata; ma non ne ero investito. Sottoposi, comunque, ai miei futuri collabora­tori l’opportunità, anziché prendere soltanto l’Azzolini, nel caso fosse apparso presso quel numero civico, di aspettare e vedere se, allo stesso numero, facevano capo altri se era possibile di fotografare quelli che entra­vano. Le foto sono lì, ce ne è una serie da consultare per vedere che nel tempo abbiamo trovato chi entrava, anche la Mantovani, (era già domenica pomeriggio quando si vide entrare la Mantovani). Allora io, entrato a pieno ritmo nel lavoro, dissi: «La prossima domenica operiamo perché a noi basta che ci sia la cosiddetta moglie di Curcio e l’Azzolini, che è certamente uno degli esponenti delle Brigate rosse; troveremo certo qualche altro; ten­tiamo, anche perché nel frattempo, attraverso pedinamenti che erano nati, si era arrivati in via Pallanza dove c’era un’altra base, dove trovammo il Savino che faceva parte della colonna Walter Alasia. C’era un altro covo dove ci aveva portato lo stesso Azzolini attraverso una serie di giri quindi avevamo tre covi contemporaneamente da prendere in considerazione quel mattino. Predisposi le cose affinché il mattino del primo ottobre tutti e tre gli obiettivi venissero presi di mira”.

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