La missione a Beirut di Antonino Arconte
L’agente Antonino Arconte (G71) di Gladio viene mandato in missione a Beirut, in un Libano dilaniato dalla guerra civile. La partenza dal porto di La Spezia avviene il 6 marzo 1978. La consegna dell’importante documento viene fatta nella terra dei cedri in data 13 marzo, agli agenti (G219) colonnello Ferraro e (G216) colonnello Stefano Giovannone. Le straordinarie disposizioni impartite agli agenti ( 2 marzo 1978) sono quelle di intraprendere tutte le iniziative per liberare l’onorevole Aldo Moro (rapito il 16 marzo). Il racconto dell’agente Arconte, fatto al giornalista Stefano Vaccara, e ripetuto successivamente in tutte le sedi, è da brividi “Partii dal porto della Spezia il 6 marzo 1978, a bordo del mercantile Jumbo Emme. Sulla carta era una missione molto semplice: avrei dovuto ricevere da un nostro uomo a Beirut dei passaporti che avrei poi dovuto consegnare ad Alessandria d’Egitto. Dovevo poi aiutare alcune persone a fuggire dal Libano in fiamme, nascondendole a bordo della nave. Ma c’era un livello più delicato e più segreto in quella missione. Dovevo infatti consegnare un plico a un nostro uomo a Beirut. In quella busta c’era l’ordine di contattare i terroristi islamici per aprire un canale con le BR, con l’obiettivo di favorire la liberazione di Aldo Moro.” Nel tempo hanno tentato, ovviamente, di screditare il racconto ed i documenti in possesso del gladiatore Arconte. Quest’uomo coraggioso è sempre riuscito a dimostrare, nelle sedi opportune e con sentenze, che non era un millantatore, oppure un falsario, ma raccontava la verità dei fatti. L’agente G71 un giorno disse “Ho deciso di parlare, di raccontare chi sono veramente e cosa ho fatto per il mio Paese e per la democrazia, perché mi sento in pericolo. Molti, troppi, di noi sono morti. Chi in missione, chi in strani incidenti e chi è stato perfino “suicidato”. La verità è che ci vogliono cancellare, vogliono cancellare la nostra storia e fare in modo che di noi non resti più la memoria”. Il documento portato a Beirut – a distruzione immediata – con il logo ed il timbro del Ministero della Difesa (personale della Marina Militare) e la data del 2 marzo 1978 (?) aveva come oggetto “Autorizzazione ministeriale riferita a G-219. E’ autorizzato ad ottenere informazioni di 3° grado e più, se utili alla condotta di operazioni di ricerca contatto con gruppi del terrorismo M.O. al fine di ottenere collaborazione e informazioni utili alla liberazione dell’On. Aldo Moro. Una vicenda che impone inquietanti interrogativi.

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