Sule tracce di Aldo Moro. I messaggi telefonici Br del 16 marzo 1978. Seconda parte

i messaggi telefonici delle Br in data 16 marzo 1978

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I messaggi telefonici delle Br in data 16 marzo 1978

 


I messaggi telefonici delle Br in data 16 marzo 1978

Nel pubblicare i messaggi telefonici delle brigate rosse, il quotidiano “La Repubblica” sottolinea e fa emergere come la strategia della comunicazione dei terroristi era ritenuta molto importante. Infatti si chiedeva sempre – per i loro comunicati –  la massima diffusione su tutte le reti nazionali. Il giornale di Eugenio Scalfari, il giorno dopo il massacro di via Fani, da molto risalto alle comunicazioni telefoniche dei terroristi. Troviamo scritto nell’articolo “Liberate Curcio e Semeria”, le seguenti comunicazioni: “Ore 11,00 – Una voce anonima telefona ad una famiglia torinese: Qui Brigate Rosse, abbiamo ucciso un delinquente e uno sfruttatore del popolo. L’ignoto personaggio ha poi minacciato l’anziana signora che aveva risposto al telefono: “Se non comunica questo messaggio all’Ansa ne andrà di mezzo la vita sua e di suo marito”. Ore 11,07 – Telefonata al “Corriere mercantile” di Genova. Siamo le Br. A nome delle altre città e da parte dei nostri compagni di rivoluzione. Ripeto, siamo le Brigate Rosse. Il presidente Moro è stato rapito. Riavrete presto nostre notizie. Si è voluto colpire il cuore dello Stato. In tre punti diversi di Genova, inoltre, sono stati rintracciati volantini con la sigla Br, simili a quelli rinvenuti dopo l’uccisione del maresciallo Berardi”. Sempre nello stesso articolo trovano spazio anche altri episodi legati alla giornata di sangue vissuta a Roma. Dalle colonne del quotidiano emerge: “Con i messaggi delle Brigate Rosse si sono intrecciate due telefonate dei cosiddetti “vendicatori”. All’Ansa di Torino arriva il seguente messaggio: “Vendicheremo la morte dei carabinieri e degli agenti di pubblica sicurezza assassinati questa mattina sterminando famiglie di noti brigatisti. Brigate, la vostra ora è arrivata. Non dovevate toccare Aldo Moro”. Mentre al Corriere del Ticino di Lugano, la segreteria telefonica registra il seguente messaggio: “Telefono da Ginevra in merito al rapimento di Aldo Moro. Tenete a bada il confine di Jogoslavia e Grecia. Ieri sera a Ginevra ascoltato persone discutere sul rapimento…”.

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