“La lettura al contrario della conversazione, consiste per ciascuno di noi nel ricevere comunicazioni dal pensiero di un altro, ma restando pur sempre da solo, ossia continuando a godere della potenza intellettuale che si possiede nella solitudine e che la conversazione dissipa immediatamente: continuando a poter essere ispirato, a rimanere in pieno lavoro fecondo dello spirito lui stesso”

Marcel Proust

La lettura può essere una via di fuga, una scappatoia dal mondo reale. In un secondo possiamo ritrovarci a Londra insieme a Sherlock Holmes risolvendo qualche caso o magari a passeggiare nei boulevard francesi insieme a Baudelaire o ad inseguire Moby Dyck con il capitano Achab. Insomma attraverso la lettura possiamo, oltre che sfuggire alla nostra vita quotidiana e monotona, ai nostri problemi e alle solite persone, avventurarci vivendo nuove ed uniche esperienze, che altrimenti non potremmo fare. Secondo Proust l’elemento fondamentale perché ciò avvenga è la solitudine, la solitudine ci permette di concentrarci, di riuscire ad immaginare queste nuove realtà che ci attendono e che ci chiamano a sé. E pensate che sia facile leggere? Ma dico leggere realmente, senza distrazioni o persone che ci disturbano? Non lo è, per niente. Bisogna riuscire ad instaurare un rapporto e una comunicazione efficace tra il lettore e il libro, tra il lettore e la storia che abbiamo davanti. E bisogna essere aperti e pronti soprattutto, perché non si può mai sapere che cosa leggeremo, se ciò che stiamo per cominciare sarà qualcosa di banale, brutto, noioso o qualcosa che invece catturerà la nostra anima, qualcosa che ci cambierà la vita e questo perché alla fine “gli incontri più belli arrivano per caso” e noi dobbiamo essere pronti a viverli in pieno. La lettura non è fatta per insegnarci cosa pensare ma deve guidarci e aiutarci a trovare il nostro mondo. La lettura diventerà così un ingrediente essenziale del vivere.

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