La conquista del suffragio universale in Svizzera

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Il 7 febbraio 1971, ventisei anni dopo l’Italia, la Svizzera ottiene il diritto di voto e di eleggibilità per le donne. Una conquista ottenuta con fatica, passione, perseveranza. 

Questo traguardo è stato raggiunto grazie alle pressioni esercitate dalle associazioni femminili svizzere sul Consiglio federale e alla loro mobilitazione per ottenere alle urne la maggioranza del Popolo e dei Cantoni.

Una battaglia lunga oltre 100 anni

Non stiamo parlando di un traguardo facile, “la rivolta delle donne” partì da Zurigo nel 1848. Furono le prime donne in Svizzera ad esigere il diritto di voto e di eleggibilità in occasione della revisione costituzionale cantonale, ma senza successo.

Negli anni successivi, le donne si organizzano in tutto il paese e formano varie associazioni femminili a favore del suffragio femminile. Le due più importanti sono l’Alleanza delle società femminili svizzere (ASF) e l’Associazione svizzera per il suffragio femminile (ASSF). 

Nel 1929 grazie all’impegno delle organizzazioni femminili, del Partito socialista e dei sindacati, presentarono una petizione per il suffragio femminile, ma ancora senza ottenere risultati.

Successivamente, con l’avvento della crisi economica, le rivendicazioni per il suffragio femminile passano in secondo piano. Inoltre, con il consolidamento delle correnti politiche conservatrici, nella società prevalse il modello della donna casalinga. 

Durante la ripresa economica, negli anni 50, solo Basilea Città autorizza le sue tre comunità ad introdurre il diritto di voto delle donne. Il dibattito attorno alla necessità di estendere il voto è iniziato nel 26 giugno 1958 le donne votano per la prima volta a livello comunitario a Riehen.

Seguono i cantoni di Neuchâtel e Ginevra, come primi cantoni della Svizzera tedesca, Basilea Campagna e Città. Anche prima dell’introduzione del diritto di voto federale femminile, le donne dei cantoni Ticino, Vallese, Lucerna e Zurigo ottengono il diritto di voto a livello cantonale.

Nel 1968 il Consiglio federale ratifica la Convenzione europea sui diritti dell’uomo escludendo comunque il suffragio femminile. Alla fine degli anni Sessanta dopo vivaci proteste delle associazioni femminili, temendo una deterioramento della situazione sociale, il Consiglio federale si vede costretto a sottoporre a votazione popolare un nuovo progetto in materia di suffragio femminile, con un nuovo referendum.

La vittoria del movimento nel 1971

Il 7 febbraio 1971, dopo oltre 100 anni di lotta del movimento femminile e con un grave ritardo rispetto ad altri paesi europei, le donne svizzere ottengono il diritto di voto e di eleggibilità, anche alle elezioni federali. 

Seguirono, nel 1972, le prime elezioni comunali a partecipazione femminile, 88 donne si candidarono al Gran Consiglio e solo 11 furono elette e vennero accolte con una rosa.

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