Suffragio universale: il 5 ottobre 1944 la Francia riconosce il diritto di voto alle donne

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Il 5 ottobre 1944 la Francia introduce il suffragio universale.

Il 5 ottobre 1944 le donne ottennero un’importante vittoria nella battaglia per il riconoscimento dei propri diritti e soprattutto della parità rispetto al sesso maschile. In Francia, infatti, per la prima volta venne riconosciuto l’accesso al voto alle cittadine di genere femminile, dunque fu introdotto ufficialmente il suffragio universale. Questo fondamentale traguardo era già stato raggiunto in altri Paesi negli anni precedenti, infatti le donne potevano recarsi alle urne in Finlandia, Norvegia, Danimarca, Irlanda, Russia, Germania, Svezia, Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Regno Unito, Spagna e Turchia. Un fronte quindi già piuttosto ampio, destinato ad espandersi ulteriormente.

I movimenti femministi impegnati nella lotta per la concessione del voto alle donne si erano formati già durante l’Ottocento, ma fu soprattutto nel Novecento che ebbero l’opportunità di raggiungere obiettivi rilevanti. Paradossalmente, le aperture al suffragio universale si moltiplicarono proprio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto, infatti, il ruolo delle donne cominciò ad essere meno marginale in società: per sopperire all’assenza degli uomini impegnati sui campi di battaglia, poterono cominciare a lavorare per sostituirli e soprattutto per fornire un minimo di sostentamento alle proprie famiglie, diventando così fondamentali.

Il diritto al voto è stato una grande vittoria del movimento femminista.

In Francia e in Italia, ma anche in altri Paesi invasi dai tedeschi, le donne si resero protagoniste della Resistenza, combattendo attivamente contro fascismo e nazismo. Questi cambiamenti permisero al genere femminile di ottenere una maggiore considerazione sia sotto il profilo sociale che politico, e si iniziò a mettere da parte il luogo comune del cosiddetto «sesso debole», rimpiazzato dall’esigenza di concedere loro maggiori parità di diritti rispetto agli uomini.

In Italia il suffragio universale divenne legge nel 1945

Dopo la Francia nel 5 ottobre 1944, l’anno seguente fu la volta dell’Italia. Il nostro Paese infatti riconobbe ufficialmente l’accesso alle urne anche alle donne e la prima volta in cui le italiane ebbero la possibilità di esercitare il proprio diritto al voto fu nel 1946 in occasione del referendum sulla scelta tra repubblica o monarchia. La vittoria della forma di governo repubblicana permise di abbattere ulteriormente qualsiasi discriminazione in base al sesso. Tuttavia, è bene sottolineare come questa sia stata solo una prima conquista per il genere femminile, e come ancora oggi, in pieno XXI secolo, ci siano ancora delle differenze di genere in alcuni settori che è necessario cancellare una volta per tutte.

In Italia le donne hanno votato per la prima volta nel 1946.

Un altro balzo in avanti nella concessione del voto alle donne si verificò nel 1948 a livello globale, quando le Nazioni Unite emanarono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’articolo 21, infatti, sottolineava: «Chiunque ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese», e ciò doveva accadere direttamente oppure scegliendosi in piena libertà e autonomia i propri rappresentanti.

1945: in Italia viene introdotto il suffragio universale

Inoltre si ricordava che da quel momento l’autorità di governo sarebbe stata legata all’espressione della volontà popolare tramite il diritto al voto. Le elezioni, quindi, sarebbero dovute diventare: «Periodiche e genuine, che si svolgeranno a suffragio universale e paritario». In conclusione, la norma evidenziava che il voto doveva essere sempre all’insegna della segretezza, della libertà e con procedure «equivalenti» per tutti.

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