Sudan verso il colpo di Stato: esercito circonda palazzo presidenziale

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Sudan: è in atto un colpo di Stato.

A breve arriverà un “importante annuncio”. È quanto comunicato dall’esercito del Sudan, che all’alba ha fatto irruzione nella sede dell’emittente radiotelevisiva di Stato per comunicare alla popolazione che da circa sei giorni sta protestando contro il presidente Omar al-Bashir che nelle prossime ore potrebbero arrivare importanti e storiche novità. In virtù di quanto sta accadendo nel Paese africano, i media locali riportano che quasi certamente si sta andando verso un colpo di Stato.

Nella mattinata di oggi, 11 aprile, i militari si sono uniti ai manifestanti che da quasi una settimana stanno inscenando un sit-in contro il presidente in carica. Le truppe hanno circondato il palazzo presidenziale, mentre pare che alcuni esponenti del governo in carica siano già stati arrestati e che sia stata sancita la chiusura dell’aeroporto. Queste vicende fanno indubbiamente pensare ad un golpe in atto, e le voci sarebbero alimentate da un’indiscrezione lanciata da Al Arabiya, secondo cui Omar al-Bashir (alla guida del Paese dal 1989) si sarebbe repentinamente dimesso, mentre gli ufficiali dell’esercito sarebbero pronti a varare un governo di transizione che possa traghettare il Sudan verso nuove elezioni.

Sudan: Omar Al Bashir si sarebbe dimesso.

L’agenzia di stampa Reuters, inoltre, riporta che i soldati avrebbero occupato gran parte delle strade principali e dei ponti della capitale Khartoum. La popolazione, intanto, entusiasta dell’imminente fine del governo del presidente in carica, starebbe intonando in strada cori festosi: “Bashir è caduto, ce l’abbiamo fatta”. Ricordiamo che i cittadini del Sudan già dal mese di dicembre dello scorso anno hanno deciso di ribellarsi al regime autoritario imposto dal leader del Partito del Congresso Nazionale, stufi di trascorrere le proprie giornate in interminabili code per ottenere un po’ di pane, qualche soldo e persino del gas per riscaldarsi.

Proprio nel corso dell’ultima settimana è stato organizzato un sit-in di protesta nei pressi del palazzo presidenziale per dire basta all’autoritarismo di al-Bashir. I manifestanti col passare dei giorni sono diventati migliaia ed ora, forti dell’intervento dei militari, stanno esortando i loro concittadini ad unirsi a loro per ritrovarsi nelle vicinanze del quartier generale dell’esercito. L’Associazione dei professionisti sudanesi (Sudan Professionist Association), costituita circa 7 anni fa da un gruppo di docenti universitari, ha lanciato un appello affinché tutti gli abitanti della capitale e delle regioni circostanti si riversino nella zona in cui si sta tenendo la manifestazione e vi restino fino a quando non arriveranno nuove ed importanti comunicazioni.

Purtroppo c’è da registrare che, in seguito alle ultime proteste, ci sono state anche delle vittime. Come ha riportato l’agenzia di stampa Suna, il capo della polizia ha comunicato al governo che durante gli scontri di martedì scorso 11 persone hanno perso la vita, fra le quali ci sarebbero sei membri delle forze dell’ordine. Invece il leader dell’opposizione, Sadiq al Mahdi, aveva denunciato che, a causa di attacchi perpetrati da misteriosi individui armati e mascherati, dal 6 aprile sarebbero morti in Sudan almeno 20 manifestanti.

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