Stupro di Firenze- chiuse le indagini contro i due carabinieri

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La procura militare di Roma ha chiuso le indagini di sua competenza cominciare qualche mese fa contro i due carabinieri accusati di stupro da due studentesse americane a Firenze.

I due carabinieri, lo scelto Pietro Costa e l’ appuntato Marco Camuffo  erano stati accusati di concorso in violata consegna continuata e aggravata e di concorso in peculato militare aggravato, oltre all’accusa di tentato stupro.

 

L’inchiesta della procura militare era cominciata a metà settembre in concomitanza con quella della procura ordinaria di Firenze che continua ad indagare sul presunto stupro denunciato dalle due studentesse. Le due  hanno dichiarato di essere state violentate dai due carabinieri, mentre erano ubriache, in un palazzo del capoluogo toscano la notte tra il 6 ed il 7 settembre scorso.

Il procuratore capo De Paolis e il sostituto procuratore Masala, coordinatori Delle indagini, hanno curato solamente la parte inerente ai reati previsti dal codice penale militare, senza dunque assottigliarsi  sulle accuse di stupro

E oggi chiedono il rinvio a giudizio per violata consegna e peculato militare. Il primo reato, in particolare, riguarda una serie di violazioni contestate ai due carabinieri. In primis aver fatto salire a bordo dell’auto di servizio le due studentesse «senza autorizzazione alcuna, in assenza di ragioni di servizio e senza comunicare alcunché alla centrale operativa». In secondo luogo aver «sostato all’interno di un privato edificio in assenza di esigenze di servizio e per fini meramente privati, per circa mezzora, lasciando l’autovettura incustodita sulla pubblica via con all’interno le armi lunghe». Di aggiunge poi aver  modificato « autonomamente l’itinerario previsto nel loro ordine di servizio, portandosi in un settore di competenza di un’altra forza di polizia». Per di più i due carabinieri avrebbero violato con la loro condotta una serie di disposizioni che disciplinano lo «svolgimento dei servizi esterni automontati».

Inerentemente al reato di peculato militare, esso si sarebbe attuato con l’appropriazione dell’autovettura di servizio «effettuando il tragitto da Piazzale Michelangelo a Borgo Santi Apostoli per fini diversi da quelli istituzionali e comunque non consentiti». 

Prosegue nel frattempo l’inchiesta del PM fiorentino sul reato di stupro.

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