Sono tutti liberi. Dopo la scarcerazione di Alessandro Sbrescia e Antonio Cozzolino, i giudici del Riesame di Napoli hanno deciso di annullare la misura cautelare agli arresti anche per Raffaele Borrelli, terzo indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta violenza sessuale consumatasi un mese fa nella stazione di San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana di Napoli e che avrebbe come vittima una ragazza di 24 anni.

Stando alle prime indiscrezioni sul provvedimento emesso dai magistrati, pare che tra gli elementi che avrebbero contribuito al rilascio di Borrelli, ci sarebbe un mancato riscontro dell’avvenuta violenza nei video acquisiti dagli inquirenti durante le indagini. Questi filmati, infatti, mostrerebbero le fasi precedenti e successive ai fatti (che si sarebbero verificati all’interno di un ascensore della stazione della rete ferroviaria napoletana), mentre non vi sarebbe alcuna testimonianza relativa proprio agli abusi che avrebbe subito la 24enne di Portici. Allo stesso tempo, i giudici avrebbero considerato “poco circostanziata” la ricostruzione della vicenda da parte della ragazza, nutrendo così dei dubbi sulla veridicità del suo racconto.

Violenza sessuale in Circumvesuviana: libero anche il terzo arrestato.

Subito dopo l’ordinanza che ha annullato gli arresti per il terzo indagato, il suo legale, Massimo Natale, è intervenuto per spiegare che, tenendo conto della versione fornita dalla giovane, in queste settimane in più di un’occasione sarebbero emerse delle “discordanze” anche e soprattutto rispetto a quanto mostrato da alcune telecamere di videosorveglianza. Dunque, senza troppi giri di parole, l’avvocato ha affermato che la presunta vittima “non è risultata credibile”. Proseguendo nelle sue dichiarazioni, il dottor Natale ha aggiunto che la 24enne avrebbe fornito delle spiegazioni e delle descrizioni dei fatti e dei luoghi che sarebbero differenti rispetto a quanto realmente accaduto.

Di tutt’altro tenore, naturalmente, la reazione dell’avvocato della giovane, Maurizio Capozzo, il quale ai cronisti ha dichiarato che la sua assistita, dopo aver appreso del ritorno in libertà anche del terzo ragazzo, è rimasta profondamente delusa e amareggiata. Il legale non ha escluso che, qualora ce ne fossero i margini, sarebbe pronto a presentare ricorso contro il provvedimento del Riesame di Napoli. Adesso, però, è molto più preoccupato per le difficili condizioni di salute in cui versa la sua assistita che sia fisicamente che mentalmente sarebbe “distrutta”.

Capozzo ha chiarito che la parte offesa non riceve le motivazioni di una sentenza, dunque non può dare delle valutazioni sull’operato dei giudici, anche se è ben consapevole che il provvedimento di annullamento degli arresti è arrivato perché il racconto dei fatti fornito dalla sua cliente è stato considerato “non veritiero”. Tuttavia, lui continua a credere strenuamente nella 24enne di Portici, ricordando che inizialmente la sua denuncia circa lo stupro subito in Circumvesuviana non solo aveva trovato pieno riscontro nel fermo da parte degli inquirenti dei tre indagati, ma anche nell’applicazione dei provvedimenti di misura cautelare nei loro confronti.

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