Studiare a Cambridge: l’odissea dei ragazzi di Gaza

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Vivere a Gaza è già di per sé abbastanza complicato. Figuriamoci poi se si è ragazzi, e si vuole studiare a Cambridge.

Da Gaza a Cambridge: come arrivarci?

A raccontare la sua avventura è una ragazza di ventidue anni. La trafila per il viaggio è complessa: bisogna chiamare l’agenzia di viaggi per prenotarsi, e sperare di ottenere un posto il prima possibile. La strada da percorrere è altrettanto lunga, prosegue per l’Egitto attraverso il valico di Rafah. Gli incroci che attraversano l’Egitto e l’Israele, le uniche due vie per uscire dalla Siria, non sono aperti spesso: giusto una o due volte al mese. In sostanza, quindi, si tratta di fortuna.

La giornata di Tala

La nostra studente, Tala Shurrab, ha frequentato l’università in Libano per quattro anni, prima di tornare dalla famiglia a Gaza. Presentata la domanda a Cambridge, ha avuto la fortuna di trovare subito un posto sul pullman: dalla telefonata dell’agenzia alla partenza non ha avuto che dodici ore per prepararsi. Il bus parte alle sei del mattino, insieme a molti altri. Il programma di studio della nostra amica è iniziato il 1° ottobre con lezioni online, successivamente aveva tempo fino alla fine del mese prima di arrivare nel Regno Unito. Per entrare in Inghilterra ogni studente deve avere un visto studentesco, ma naturalmente l’ufficio visti inglese è stato chiuso per via della pandemia. Questo ha messo Tala a rischio, ma come detto non aveva scelta se non tentare la via dell’Egitto: nessuno sa, infatti, quando i valichi saranno di nuovo aperti.

In viaggio verso il Regno Unito: cosa succede?

Tala continua a raccontare, e dalle sue parole comprendiamo che anche il viaggio non è né facile né corto. Al confine con l’Egitto una sosta di sei ore, solo per attendere che un ufficiale apponesse un timbro al passaporto, l’unico documento che la ragazza porta con sé. Una questione, quella delle attese, niente affatto irrilevante: il coprifuoco nella città del Sinai è alle 22, e quella è l’unica via per giungere fino a Il Cairo. Bisogna quindi passare prima di quell’ora, altrimenti i viaggiatori sono costretti a dormire per strada fino alla riapertura dei cancelli, la mattina successiva.

La strada verso Londra

La ragazza dunque fa amicizia sul bus, e con un compagno di viaggio prova ad insistere con l’ufficiale per velocizzare la situazione. Alle 19.30, quindi, si riparte: dopo ben ventidue ore di viaggio Tala giunge infine a casa della zia a Il Cairo. Sono le quattro del mattino. La ragazza si ferma in Egitto un mese, ma la data ultima di arrivo nel Regno Unito si fa da presso. Comincia a seguire le lezioni online, e nel frattempo prenota un appuntamento all’ambasciata per il visto. Il 22 ottobre riceve finalmente il visto per il Regno Unito. Riesce a prenotare il biglietto d’aereo e arriva a Cambridge: ma non è ancora finita. Naturalmente la prima cosa da fare è la quarantena. Tala è stata isolata, e ha trascorso il tempo studiando e guardando Netflix, come una normale ragazza della sua età.

Adesso Tala Shurrab è un’orgogliosa studentessa di Cambridge, ma non ha intenzione di fermarsi qui. Il suo sogno, infatti, è conseguire il master in psicologia e istruzione, per poi lavorare in tal senso a Gaza, il posto dove è nata. E con la forza dimostrata nel corso delle avversità incontrate lungo la via, non ci sono dubbi che possa riuscirci.

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