Stretta sulle armi in Nuova Zelanda

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Una stretta sulle armi in Nuova Zelanda

Una stretta sulle armi in Nuova Zelanda è al vaglio. Il governo vuole attuare una riforma sulla legge sulle armi.

Il fattore scatenante è stato il massacro in due moschee di Christchurch, che aveva brutalmente stroncato la vita di 50 persone. “L’attacco terroristico del 15 marzo ha evidenziato i difetti del nostro sistema di licenze”, ha detto Ardern. “I cambiamenti annunciati oggi sono in corso da decenni: ora spetta a questo parlamento garantire gli interessi della sicurezza pubblica e personale”.

Secondo il primo ministro, la legge mira a creare un registro nazionale delle armi. Un’ottima idea considerando le dichiarazioni di Stuart Nahs, Ministro della Polizia. “Secondo la legge attuale, non sappiamo esattamente quante armi siano in circolazione, chi le possiede, chi le vende, chi le compra, o quanto siano al sicuro da eventuali furti o usi impropri”.

La legge, inoltre, vede un aumento dei poteri di confisca delle armi da parte della polizia. E l’obbligo di rinnovare le licenze di armi da fuoco ogni 5 anni, anziché ogni 10, come accade ora. Il ministro della polizia Stuart Nash ha detto: “La polizia ha pochissime opzioni per intervenire […]: revocare una licenza per armi da fuoco può avvenire solo per i casi più gravi e può richiedere settimane.”

Il primo ministro Jacinda Ardern ha detto che l’intento della riforma era “fermare le armi che cadono nelle mani sbagliate”. Inoltre, la legge incontra l’opinione della polizia che per anni ha sostenuto la creazione di un registro delle armi.

Attualmente, si stanno ancora discutendo i dettagli della legge, e poi si attenderà l’approvazione del parlamento. La stretta sulla armi in Nuova Zelanda potrebbe dunque diventare realtà. E andrebbe ad interessare molti cittadini. Si pensi infatti che, nel paese, 250.000 persone circa hanno una licenza per ami da fuoco e, secondo alcune stime, ci sono 1,5 milioni di armi da fuoco.

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