Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile

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Il Ministero dell’Ambiente è al lavoro per l’elaborazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (Legge n. 221/2015).

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile ha definito 17 obiettivi e 169 sotto-obiettivi e offre una nuova visione globale e ambiziosa di integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri» secondo la definizione proposta nel rapporto “Our Common Future” pubblicato nel 1987) ovvero ambiente, economia e sociale. Pone nuove sfide di governance e genera una grande forza innovatrice nel colmare tutti i processi decisionali e politici a tutti i livelli attraverso i principi di universalità e integrazione.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo. Gli obiettivi sono rappresentati nella figura che segue

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Nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC), l’Accordo di Parigi stabilisce di mantenere il riscaldamento terrestre a 1,5°C, impegno che si assumono e assumeranno  tutti i firmatari dell’accordo.  A seguire si unisce l’ Agenda di Addis Abeba che descrive gli strumenti di finanziamento allo sviluppo a parametri di sostenibilità e infine, il Quadro di riferimento di Sendai per la riduzione del rischio di disastri che riguarda la prevenzione e riduzione del rischio e il rafforzamento della resilienza in riferimento ai disastri di origine naturale e di origine umana.

In tale contesto, il Ministero dell’Ambiente è impegnato nel coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e non istituzionali nell’elaborazione di una proposta di documento di aggiornamento della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile che possa dare seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia con l’adozione dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite. La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile ha il compito di fornire gli orientamenti e indirizzi per informare politiche, programmi e interventi da mettere in campo nei vari settori e ai vari livelli per la promozione dello sviluppo sostenibile, seguendo le nuove linee guida concordate su scala globale che conferiscono una nuova coerenza al percorso di sviluppo nazionale. Il percorso per la definizione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è stato avviato, ad aprile 2016 definendo lo scenario internazionale e nazionale e buone pratiche a livello europeo,valutando qualitativamente il posizionamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, definendo delle aree prioritarie, delle scelte strategiche e degli obiettivi specifici a livello nazionale e consultando tutti i portatori di interesse quali le istituzioni pubbliche competenti, il mondo della ricerca (ENEA, ISPRA, ISTAT, CNR), la società civile.

Una prima analisi e valutazione qualitativa del “posizionamento” dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 è stata realizzata dal Ministero dell’Ambiente con lo scopo prioritario di fornire una preliminare base informativa di riferimento utile all’elaborazione condivisa della Strategia nazionale, per dare avvio alle consultazioni multilivello e per facilitare i processi di governance per lo sviluppo sostenibile.

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Valutazione qualitativa del “posizionamento” dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (indice da 1 a 3).

Come si osserva dal grafico l’Italia già per molti settori occupa una buona posizione rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, anche se su altri ha ancora molto da lavorare e dovrà focalizzare di più l’attenzione. Sicuramente la collaborazione di tutte le parti interessate, quindi chiaramente anche quelle riguardanti i settori più a rischio, porterà alla redazione di un documento adeguato per dare seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia con l’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Dott.ssa Rosa Ferro

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