Il Pentagono ha annunciato un appalto per l’acquisto di munizioni russe. In un’intervista a Radio Sputnik, l’esperto in campo militare Aleksandr Zhilin ha spiegato a cosa potrebbe essere dovuto questo strano fenomeno.

La divisione del Pentagono responsabile degli acquisti di armamenti ha pubblicato sul sito del governo una richiesta per l’acquisto di munizioni per armi russe non utilizzate dalla NATO.

Nella lista figurano, tra le altre munizioni, cartucce per le pistole Tokarev e Makarov, le ben note mitragliatrici Kalashnikov di entrambi i calibri (5,45 e 7,92 mm), PMK, PKT, DSHK e JAkB.

L’esercito americano starebbe conducendo un’analisi di mercato per trovare un fornitore di armi e munizioni che dovranno essere consegnate fuori dai confini continentali degli Stati Uniti, ma non si precisa dove esattamente.

“Dipende tutto dai volumi. Se i volumi dell’ordine sono grossi, queste munizioni andranno ad armare i terroristi, in Siria, in Afghanistan e nelle altre regioni dove gli americani combattono attraverso di loro. I terroristi, in parte, utilizzano armi sovietiche e russe, che sono immesse sul mercato nero da Ucraina e altri paesi, e quindi hanno bisogno di munizioni.

Per gli intensi scontri svolti in Siria, quando hanno combattuto contro l’esercito siriano, sono apparse enormi quantità di munizioni. Qualcuno deve pure averli riforniti! Quindi penso che sia in programma una serie di operazioni per le quali servono queste munizioni. Se invece i volumi dell’ordine sono modesti, probabilmente queste munizioni saranno utilizzate per scopi didattici.

Gli americani in questi casi usano sia armi che camuffamenti dell’avversario. Noi ad esempio non abbiamo mai usato armi americane durante le prove di nuove tattiche di combattimento, mentre gli americani compravano i nostri aerei per addestrare i propri piloti sulle nostre tecnologie”, ha spiegato Aleksandr Zhilin, esperto militare e direttore del Centro di analisi dei problemi sociali applicati in campo di sicurezza nazionale.

In precedenza, le forze speciali degli Stati Uniti volevano comprare le pistole russe Vektor, ma l’accordo è saltato.

“Per quanto riguarda i nostri piani sul mercato statunitense, dobbiamo produrre sul loro territorio. Bisogna cercare un produttore americano di nicchia, comprarlo e cominciare a produrre armi a uso civile. Dobbiamo imparare a conquistare i mercati esteri. Questo è l’unico modo di farlo in quanto nessuno ci permetterà più di esportare in America”, ha affermato Bakov in un’intervista all’agenzia di stampa russa RIA Novosti.

Secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell’Istituto scientifico di ricerca sulle macchine di precisione, le sanzioni “sono un male”, ma “si può sempre trovare un modo per aggirarle ed entrare nei mercati”, come quello americano. “Nella mia esperienza non ho mai visto che ci aspettassero a braccia aperte, con gli americani bisogna negoziare. Il nostro punto forte è la produzione, lo sappiamo, ma ora dobbiamo imparare a saper vendere e a essere competitivi in modo da poter aver accesso ai mercati di altri paesi”.

“Le nostre armi sono degne di essere vendute e prodotte all’estero. E gli Stati Uniti lo sanno, tant’è vero che una volta, ad esempio, abbiamo ricevuto un ordine per le pistole Vektor da parte delle forze speciali statunitensi”, ha dichiarato Bakov. Interrogato sul fatto se le Vektor siano dunque attualmente in dotazione alla forze speciali USA, tuttavia, ha affermato che purtroppo “l’accordo alla fine è saltato”, senza dare ulteriori dettagli. È probabile che l’accordo non si sia concluso a causa dell’introduzione di alcune sanzioni nei confronti della Russia.

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