Strage in Thailandia. Morto l’attentatore

26 vittime e 57 feriti il bilancio delle persone coinvolte ieri nell’attentato del militare che ha aperto il fuoco nella città di Nakhon Ratchasima (Korat), nel nord est del Paese.

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Il Primo Ministro thailandese, Prayut Chan-o-cha, ha riportato oggi il bilancio delle vittime dell’attentato avvenuto nella cittadina di Nakhon Ratchasima, nel nord est del Paese.
Sulla base dei rapporti della polizia, il Premier ha dichiarato: “27 persone sono state uccise, tra cui membri delle forze speciali, civili e lo stesso attentatore. 57 sono i feriti, 45 dei quali sono già stati dimessi dall’ospedale e sono tornati nelle loro case”.

E ha aggiunto: “2 dei feriti sono stati sottoposti a un intervento neurochirurgico. Un altro è stato sottoposto a un complicato intervento all’addome, alti due alle gambe, e gli altri riportano ferite meno gravi”.

Chan-o-cha ha anche comunicato che le ragioni del gesto sarebbero dovute a una disputa familiare tra l’attentatore e la suocera del suo ufficiale comandate per la vendita di un’abitazione. 

Il commando militare sta tuttora vagliando le motivazioni che hanno fatto scaturire la tragedia.

Nella giornata di sabato, il soldato trentaduenne artefice dell’attentato, Jakrapanth Thomma, ucciso dalla polizia questa mattina, aveva sparato prima al suo comandante e poi indistintamente sulla folla, nel crocevia tra la base militare, un tempio Buddista e un centro commerciale, dove si era poi rifugiato tenendo alcune persone in ostaggio.
Nel frattempo, aveva pubblicato immagini e video della strage – anche in diretta – sul suo profilo Facebook, subito oscurato.

Il Premier ha commentato: “Una strage senza precedenti in Thailandia. Speriamo che questa sia la prima e l’ultima volta”, assicurando ai feriti che le spese sostenute saranno a carico del Governo.

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