Strage di Bologna: 40 anni senza verità

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Ricorre oggi il quarantesimo anniversario della strage di Bologna. Sono stati condannati gli esecutori, ma i mandanti sono ancora ignoti.

Ricorre oggi il quarantesimo anniversario della strage di Bologna. Il 2 agosto 1980 alle 10:25 del mattino, un’ordigno esplose presso la principale stazione ferroviaria del capoluogo emiliano, causando la morte di 85 persone.

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Fu il più grave attentato in Italia dal dopoguerra. Poco più di un mese prima, un aeromobile Dc-9 della compagnia aerea Itavia, in volo da Bologna a Palermo, si era inabissato al largo di Ustica, causando la morte di 81 persone. Il 28 maggio precedente, a Milano, venne ucciso il giornalista Walter Tobagi e il 23 giugno dello stesso anno, a Roma, fu assassinato il magistrato Mario Amato.

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Erano gli anni della strategia della tensione, l’Italia, apertamente schierata con gli Stati Uniti contro il blocco sovietico, era reduce da un decennio di attentati e stragi. Negli anni settanta le Brigate Rosse si resero responsabili di numerose azioni terroristiche che culminarono, nel 1978, con il rapimento e l’assassinio del segretario della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

Fu proprio a Bologna che, il 2 agosto di quarant’anni fa, avvenne la peggiore strage del dopoguerra. Un’ordigno, nascosto in una valigia, esplose in una sala d’aspetto colma di turisti in partenza per le vacanze estive, causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio e investendo un treno passeggeri che si trovava in sosta sul binario antistante il luogo dell’esplosione.

I Processi e le condanne

Il 16 maggio 1994, in seguito al secondo processo d’appello celebrato presso il Tribunale di Bologna vennero dichiarati colpevoli per il delitto di strage Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco, tutti e tre appartenenti all’organizzazione terroristica di estrema destra NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari).

Nel 2017, Gilberto Cavallini, ex membro dei NAR, venne rinviato a giudizio con l’accusa di concorso in strage. Cavallini, secondo la Procura della Repubblica di Bologna, nel 1980 avrebbe fornito copertura e supporto ai terroristi responsabili della strage della stazione. Il 9 gennaio 2020 i giudici del tribunale dl capoluogo emiliano hanno condannato Cavallini all’ergastolo per concorso in strage.

Le celebrazioni del quarantesimo anniversario

Le celebrazioni del quarantesimo anniversario della strage di Bologna avverranno nel rispetto delle misure per il contenimento del Coronavirus. Il tradizionale corteo che giungeva fino alla stazione non verrà effettuato. A testimoniare la vicinanza delle istituzioni e l’impegno per la ricerca della verità, interverranno, a Bologna, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e il Viceministro dell’Interno Vito Crimi.

Nella tarda mattinata di oggi, inoltre, verrà svelata la nuova targa posta sotto il porticato d’ingresso della stazione che recita “Stazione Bologna Centrale-2 agosto 1980”, in ricordo delle vittime della strage.

La visita di Mattarella

Giovedì 30 luglio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita a Bologna per commemorare le vittime delle stragi di Bologna e Ustica.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia alla stazione di Bologna

Dopo aver partecipato alla messa in suffragio delle vittime che si è svolta in cattedrale e d è stata presieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Mattarella si è recato alla sala d’aspetto della stazione dove, nel ricordare le vittime della strage del 2 agosto ha dichiarato:<<Ho solo poche parole da pronunciare: dolore, ricordo e verità. Il dolore per le vittime, vittime assassinate dalla violenza del terrore stragista. Ognuna delle vittime aveva un futuro, rimosso, cancellato>>. Il capo della stato ha poi spronato le istituzioni affinché si giunga alla verità: Vi è l’esigenza <<di piena verità, giustizia, verità completa, perseguita dall’azione giudiziaria, contro ogni tentativo di depistaggio e occultamento. Si faccia di tutto senza alcuna riserva per impegno. La mia presenza qui ha questo significato>>.

Dopo aver lasciato la stazione di Bologna, Sergio Mattarella si è recato al memoriale della strage di Ustica, dove ha incontrato la Daria Bonfietti, presidente dell’associazione vittime della strage del volo Itavia 870 e ha visitato il museo dove sono custoditi i resti del Dc-9 inabissatosi al largo di Ustica.

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