“Stop al 5G nel territorio di Bari” è la richiesta di un comitato di cittadini attivi

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Il Comitato “Terra di Bari – Cittadini attivi della Città Metropolitana di Bari” ha presentato una richiesta di moratoria e sospensione di ogni attività di installazione e attivazione di impianti e tecnologie basate sulla telefonia di 5 Generazione, cosiddetta 5G, sul territorio metropolitano di Bari.

La richiesta ha come destinatari tutti i Sindaci della Provincia di Bari, personalità che rappresentano la massima autorità sanitaria locale con il potere di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Ed è proprio a questo aspetto che si rifà il comitato di cittadini che, nella nota, sottolineano come attualmente “più di 130 Primi Cittadini hanno emesso ordinanze destinate ad impedire l’installazione o bloccare ogni ulteriore attività destinata alla installazione e attivazione di impianti e antenne basati su tecnologia 5G”.

Ma quali sono le motivazione alla base di tale richiesta? Secondo il comitato, in primis, vi sarebbe l’assenza di studi sull’innocuità delle frequenze utilizzate: “non esistono prove scientificamente certe che l’uso del 5G si possa considerare sicuro per la salute e, dunque, sembra che queste frequenze siano state concesse all’industria delle Telecomunicazioni senza che il Governo si sia preoccupato dei rischi per la salute pubblica e per l’ambiente”.

Il secondo aspetto a cui si rifanno è il c.d. principio di precauzione, introdotto con il Trattato di Maastricht, attualmente enunciato all’art. 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea: “si sostiene che la politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela ed «è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e sul principio “chi inquina paga”.

In terzo luogo nella richiesta si fa riferimento agli “effetti sulla salute comprovati“. Secondo il comitato Terra di Bari “L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B di cancerogenicità sulla base di un aumentato rischio di glioma (un tipo di cancro maligno al cervello associato all’uso del telefono cellulare).” Il riferimento è anche alle nuove patologie come L’EHS (acronimo del termine inglese Electromagnetic Hyper-Sensitivity – Ipersensibilità ai campi elettromagnetici) che, chiarisce il comitato, “si può definire come una reazione avversa caratterizzata da sintomi aspecifici che si può verificare in soggetti esposti per motivi residenziali, lavorativi o personali alle radiazioni elettromagnetiche emesse da sorgenti di alta e bassa frequenza a valori di esposizione inferiori rispetto a quelli stabiliti per legge”.

In conclusione, le richieste di cittadini Baresi sono chiare: i Sindaci devono astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi alle attività di installazione di nuovi impianti sperimentali a tecnologia 5G che potrebbero – secondo il comitato – condurre ad un aggravamento delle condizioni di insalubrità ambientale già dovute all’elettrosmog presente, in assenza di inconfutabili prove scientifiche della innocuità della emissione di radiazioni elettromagnetiche di tecnologia 5G per persone (soprattutto bambini e prenatali), animali e cose.

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