Stipendi pubblici in Kenya: morsa del governo

Bloccati tutti gli aumenti e le indennità per due anni. Il settore della scuola scende in piazza per protestare

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stipendi pubblici in Kenya

Gli aumenti degli stipendi pubblici in Kenya sono bloccati dal governo. A quanto pare per altri due anni non sarà possibile ritoccarli. Con questa decisione presa la RSC, ossia, la Commissione per gli Stipendi e le Retribuzioni, ha di fatto tolto ogni possibilità di respiro a quanti nel settore pubblico aspettavano un cambiamento. Quindi in Kenya da questo momento niente revisioni per gli stipendi pubblici minimi. Così come sarà impossibile ricevere le indennità e i benefici in tutti i settori del comparto pubblico del Paese. La CSR non esclude nessuno con questo provvedimento, dal settore della sanità a quello amministrativo a quello dell’istruzione. E questo non è il primo colpo inferto. Già da qualche mese la stessa Commissione ha stabilito che le indennità non debbano superare il 40 % dell’importo della retribuzione.

Ma perchè questa iniziativa in Kenya contro il ritocco degli stipendi pubblici?

Il Kenya è tra i Paesi africani dell’Est che ha l’economia più stabile.Tra l’altro è uno dei mercati più importanti a sud del Sahara. La ricchezza del Paese deriva soprattutto dal comparto agricolo. Da un’analisi del 2019 si prevedeva che l’economia kenyota sarebbe cresciuta del 6%, dopo 10 anni costanti tra il 4% e il 6%. Ma il fattore pandemia ha sconvolto le carte. Pur essendo in crescita il Kenya ha un debito pubblico non indifferente. Le varie operazioni, gli investimenti e le strategie di crescita si sono arrese davanti al covid-19. Infatti il debito all’inizio del 2021 era aumentato di 11,8 miliardi di dollari rispetto al 2020, attestandosi a 66,1 miliardi $. Secondo le ultime stime di Eurodad, la Rete europea sul debito e lo sviluppo, nei prossimi due anni il debito in Kenya potrebbe arrivare al 66,8% del Pil. Ecco che il governo prende i suoi provvedimenti.

Provvedimenti su comparti già deboli

Bloccare la revisione dei salari per altri due anni è un duro colpo per quanti, soprattutto, lavorano nel campo dell’istruzione. Infatti scadrà tra due settimane il contratto per 330.671 insegnanti statali. Identica situazione ha investito anche gli insegnanti universitari, che da tempo chiedono aumenti. Ma in Kenya la questione stipendi pubblici è ormai archiviata dal governo con il congelamento di ogni provvedimento. Nonostante le iniziative dei sindacati di categoria, le manifestazioni e le proteste pubbliche la direttiva entrerà in vigore il prossimo mese. É inevitabile che questo avrà una ripercussione sull’economia: meno salario meno acquisti e meno movimenti all’economia. Certamente quanti vedevano l’indennità come una sicurezza per questi tempi bui, si sono dovuti, purtroppo, ricredere.


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Quali conseguenze nel mondo dell’istruzione?

Tra i rappresentanti sindacali e gli insegnanti interpellati molti sono sul piede di guerra in Kenya sulla questione del blocco degli stipendi pubblici. Questo potrà influire sull’istruzione. Poichè come ha detto al Daily Nation, Constantine Wasonga, segretario generale dell’Unione del Personale Accademico delle Università (Uasu), se l’aumento degli stipendi verrà bloccato anche gli insegnanti si bloccheranno. In parole povere saranno due anni di braccio di ferro. E chi ne pagherà le conseguenze? Sempre le fasce più deboli che dovrebbero usufruire di un servizio.