Stendhal: lo scrittore francese nasceva il 23 gennaio 1783

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Stendhal

Henri Beyle, vero nome dello scrittore Stendhal, nacque il 23 gennaio 1783 a Grenoble in una famiglia borghese. Animo non molto docile, simpatizzò per il clima rivoluzionario francese; quando il re venne decapitato il giovane Henri esultò in silenzio mentre i suoi cari si disperavano.

Henri entrò nella scuola pubblica di Grenoble e si appassionò alla matematica. Henri nel 1800 raggiunse le armate napoleoniche in Italia e fino al 1814 fece parte dell’amministrazione imperiale. Quando cadde Napoleone, lo scrittore si ritirò in Italia e conobbe il suo primo amore, Angiola Pietragrua, e iniziò a interessarsi di musica e pittura. Sempre in quel periodo, Stendhal collaborò con alcune riviste inglesi, come il Journal de Paris.

In quegli anni lo scrittore iniziò a firmarsi con il nuovo nome Stendhal, probabilmente la scelta di quel nome si ispirava a Stendal, la città tedesca dove nacque l’ammirato critico d’arte Johann Joachim Winckelmann.

Quella collaborazione fu solo l’inizio dell’attività letteraria dello scrittore francese, attività che fu la sua grande passione insieme all’arte, alla pittura e ai viaggi.

Viaggiare fu per l’intellettuale un bisogno vitale: compì numerosi viaggi soprattutto in Italia, la penisola italiana fu la sua seconda patria. Stendhal s’innamorò dell’Italia e delle sue bellezze e la famosa sindrome psicosomatica che porta il nome dello scrittore, la sindrome di Stendhal, verosimilmente fa cenno anche ad un episodio dello scrittore; Stendhal, in un soggiorno a Firenze, restò colpito dalla bellezza di Santa Croce; quella bellezza gli provocò una indescrivibile emozione e un mancamento fisico.

Ecco la testimonianza dello scrittore:«ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere». Stendhal fu anche console, posizione che occupò fino al 23 marzo 1842, giorno in cui si spense a Parigi.

Stendhal iniziò la sua attività di scrittore con il romanzo Armance e con il racconto Vanina Vanini. Lo scrittore fu battezzato a romanziere nel 1830 con Il rosso e il nero, manoscritto che narra la storia di Julien Sorel, giovane ambizioso che combatte una società ingiusta, la Francia della restaurazione. Quell’opera inaugurò la stagione del grande romanzo realistico. La certosa di Parma è l’altro grande romanzo di Stendhal, vasto affresco in cui vi si narra ancora la sconfitta delle aspirazioni individuali per opera di una società che rappresenta la tipica struttura del dispotismo moderno.

Si potrebbe descrivere Stendhal come uno scrittore per metà romantico e per metà illuminista: è romantico il periodo in cui crea i suoi lavori letterari ma la penna dello scrittore ha un qualcosa di illuministico perchè illuminista è la matrice del pensiero di Stendhal.

Il romanziere viene ancora oggi considerato il fondatore del realismo moderno, corrente quest’ultima che mette l’uomo con le sue idee e le sue passioni all’interno della realtà sociale e politica in cui l’uomo si sviluppa e vive.

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