Stellantis troppo francese: la preoccupazione del Copasir

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica chiede allo Stato italiano d'intervenire

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Stellantis maxi prestito
Stellantis estinguerà il prestito con lo Stato (screenshot Instagram).

Stellantis sta diventando troppo francese: questa è, in sintesi, l’opinione del Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha pubblicato la sua relazione annuale, che in questa occasione ha posto la lente d’ingrandimento sul gruppo automobilistico di cui fa parte anche Fiat. Per il comitato, lo Stato italiano deve intervenire direttamente, per evitare che il centro di gravità del Gruppo lasci Roma per spostarsi a Parigi.

Cos’è di Stellantis che preoccupa il Copasir?

Il Comitato, analizzando la situazione Stellantis, ha notato un particolare che ha fatto scattare l’allarme. Il Gruppo ha diversi soci nel suo capitale azionario, uno di questi è PBifrance. La banca d’affari possiede il 6,5% delle azioni dell’azienda, nel cui portfolio ci sono anche le case americane come Chrysler, Dodge e RAM. La BPifrance è controllata per metà dalla Caisse des Depots et Consignations, ente pubblico francese equivalente alla nostra Cassa Depositi e Prestiti. Con questa mossa, il governo di Parigi ha acquisito un minimo di controllo sulla società, ed il rischio è che i piani industriali futuri rendano il ruolo dell’Italia sempre più marginale. Il Copasir ritene che sia fondamentale preservare gli interessi nazionali, facendo una contromossa nei confronti dei cugini d’oltralpe. Altrimenti, lo Stivale rischia di essere messo da parte, con ricadute pesanti sull’occupazione.


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Il ruolo di CdP

Per questa ragione, il Comitato suggerisce che lo Stato entri direttamente come azionista del Gruppo, attraverso la Casa Depositi e Prestiti. L’idea è che CdP acquisti una parte del pacchetto della società, una mossa che secondo la stessa nota del Copasir riportata da Formulapassion “potrebbe favorire un ribilanciamento di pesi tra la componente francese e quella italiana, proteggendo così le tecnologie e l’occupazione“. All’ingresso di CdP nel capitale di Stellantis sono favorevoli anche i sindacati. La Fiom-CGIL è intervenuta sul tema, tramite le parole di Michele Di Palma (responsabile nazionale) e Simone Marinelli (responsabile settore automotive). “Nell’interesse del Paese e dei lavoratori, occorre pensare ad un equilibrio nell’azionariato di Stellantis, che veda la  presenza dello Stato attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti“, hanno detto. I sindacati s’incontreranno con il Governo Draghi lunedì, in occasione del tavolo aperto dall’esecutivo per discutere sul futuro dell’auto.