Stefano Arienti: poster di noti dipinti in plastilina

La mostra propone tre interventi site-specific in sedi diverse della città

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Stefano Arienti
Arienti Stefano, 2020, "La pesca in primavera" (da Van Gogh).

Alla Repubblica di San Marino il 17 settembre, per le Giornate Europee del Patrimonio, dedicate ai beni culturali sostenibili, inaugura la mostra Altana di Stefano Arienti. L’iniziativa è a cura di Fabio Cavallucci. La presentazione al pubblico si svolgerà alle 16 alla Galleria Nazionale, alle 17 alle Cisterne di Palazzo Pubblico con prenotazione obbligatoria allo 0549. 888241. Poi alle 18 all’Ex Galleria ferroviaria Il Montale e alle 19 a Claudio Poleschi Arte Contemporanea.


Giornate Europee del Patrimonio a Paestum


Com’è organizzata l’esposizione di Stefano Arienti?

Il progetto espositivo nasce per iniziativa di Claudio Poleschi Arte Contemporanea che da qualche anno ha spostato
la sua sede da Lucca a San Marino. Quindi trova l’ospitalità e la collaborazione della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, degli Istituti Culturali, Musei di Stato, Galleria Nazionale di San Marino. Tre distinti interventi site specific sulle pendici del Titano, realizzati in sedi pubbliche museali istituzionali sono la sostanziale premessa dell’esposizione.

Stefano Arienti alla Galleria Nazionale

Uno dei maggiori artisti italiani contemporanei che ha caratterizzato la scena artistica italiana degli anni Novanta. Arienti è già parte del percorso e della storia artistica di San Marino. Infatti, alla Galleria Nazionale, nel 1995, ha esposto a Le Mille e una Volta curata da Giacinto Di Pietrantonio e Laura Cherubini. Nelle sale dello spazio espositivo sono in mostra opere della collezione permanente, da Vedova, Cagli, Birolli e Guttuso a Enzo Mari e Luigi Ontani. Quindi Stefano interviene sulle grandi finestre con una serie di disegni disposti come tende, visibili in controluce. Intitolati Viste, sono vedute di paesaggi
osservati dal Titano. Lo sguardo a volo d’uccello ricorda i paesaggi che non lontano da qui, sullo sfondo dei ritratti di Piero dei Duchi di Urbino, aprivano a una cultura nuova, moderna, europea, la cui concezione avrebbe unificato le visioni locali medievali.

La mostra alle Cisterne di Palazzo Pubblico

Fino agli anni Sessanta hanno rappresentato la principale fonte di approvvigionamento d’acqua della Repubblica. Da poco ospitano School of waters – Young Artists Biennial MEDITERRANEA19, Arienti gioca sugli effetti di lucentezza del vetro
costruendo una sagoma d!Europa attraverso l’accostamento di contenitori di forme e riflessi diversi. Gocce, vista dall’alto, baluginante nell’oscurità degli antri sotterranei, nel cuore profondo del piccolo stato, sembra suggerire l’anelito di tante diverse individualità. I singoli aspirano a riconoscersi come un’unica comunità.

L’opera all’ex Galleria ferroviaria Il Montale

Arienti interviene inoltre all‘Ex Galleria Ferroviaria Il Montale, celebre per avere ospitato, nella Seconda guerra mondiale, migliaia di rifugiati del comprensorio. I profughi cercavano di salvarsi dai bombardamenti sotto trovando protezione l’ombrello di neutralità del Governo del Titano. Nel primo tunnel che è riaperto per ospitare una delle prime manifestazioni dedicate all’arte pubblica site specific nel 1991, Provoc’Arte a cura di Roberto Daolio, Arienti erige Castello. Si tratta di una struttura di pietre e libri, resi coesi da miele e strutto. Nel cuore della terra, in un anfratto da cui parte un corridoio che consente uno sguardo verso l’esterno, sul paesaggio, la struttura è una sorta di omaggio a Joseph Beuys. Raccoglie gli elementi fondamentali di cui il mondo è costituito: il pensiero e la materia, la res cogitans e la res extensa, quasi a rappresentare la base, il cuore pulsante dell’esistenza.

Stefano Arienti da Claudio Poleschi Arte Contemporanea

Infine, alla Claudio Poleschi Arte Contemporanea Arienti espone esempi di gran parte del suo percorso artistico.
Diverse sono le tipologie di lavori, dai più recenti, come le immagini stampate su microciniglia o i paesaggi riprodotti su carta poi stropicciata. Una tecnica utilizzata per conferire al supporto una materica tridimensionalità. Crea anche lavori perforati e mostrati solo dal retro o, di invenzione recentissima, con coaguli di gocce che filtrano vedute fotografiche. Realizza poi storici poster di celebri dipinti ritoccati con plastilina che sono diventati una sorta di sua cifra stilistica.

I lavori negli spazi pubblici

Arienti non limita la sua presenza nelle sale espositive, ma la espande negli uffici e nei magazzini, invadendo con i suoi lavori gli spazi. Entra così in dialogo con le opere della collezione della galleria, da Licini a Schnabel, da Uncini a Paladino. Il progetto raccoglie dunque una serie di interventi diversi, precisi e meditati, in cui l’artista rivisita tecniche e metodi sviluppati nel corso della sua carriera. Rilancia il suo interesse per l’intervento nei locali pubblici, rinnovando la tradizione italiana che ha visto sempre l’arte nascere in chiese e in palazzi piuttosto che in musei. È un’occupazione discreta quella di Stefano Arienti a San Marino, che l’artista ama pensare come l’”altana d’Europa”, dalla cui altezza, la vista del mondo che cambia si allarga. Quindi colloca le vicende della cronaca nella dimensione ampia della storia umana.

Il progetto SM-Art

Gli interventi negli spazi istituzionali e la mostra in galleria resteranno visibili fino al 31 gennaio 2023. Altana di Stefano Arienti non è un progetto isolato, ma il primo appuntamento di una serie di iniziative intitolata SM-Art. Sensibilità artistiche dagli anni Novanta. Un’idea promossa dalla Claudio Poleschi Arte Contemporanea che punterà a esporre alcuni dei più significativi artisti. Si avvale di un comitato scientifico composto da Fabio Cavallucci, Giacinto Di Pietrantonio e
Angela Vettese
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Immagine da cartella stampa.