Stefania Aldi e la Bellezza che salva e ispira

L'artista sarà alla Galleria Sartori con la mostra "L'arte di raccontare a parole"

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Stefania Aldi
Uno dei paesaggi di Stefania Aldi

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sede di Via Cappello 17, presenta la personale di Stefania Aldi intitolata L’arte di raccontare senza parole. La mostra che inaugura sabato 21 maggio alle 18 alla presenza dell’artista, resterà aperta al pubblico fino al 9 giugno.


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Come si racconta Stefania Aldi?

Arianna Sartori parla del lavoro dell’artista. “C’è un modo semplice per raccontare e raccontarsi. Si guarda la realtà circostante, si colgono sensazioni e si trasmettono. Sembra la cosa più semplice, ma è necessario avere dentro di sé la sensibilità che poi dà sostanza all’espressività. Stefania Aldi sceglie il segno e i colori per definire tale percorso. Le occasioni per comunicare possono essere numerose e diverse. L’osservazione di un quadro diventa così un dialogo indiretto ma incisivo. In prima persona, eccola quindi alla ribalta con un appuntamento che prosegue, dopo molti anni, un percorso carico di profondi contenuti. Se la precisione e il dettaglio fanno parte della sua accurata tecnica, in avanscoperta si coglie la sensibilità che appunto determina i contenuti delle sue opere”.

Stefania Aldi

Nasce il 7 marzo 1957 a Mantova dove vive e lavora. Consegue il diploma di maestro d’arte e la maturità artistica e delle arti applicate all’Istituto statale d’Arte di Guidizzolo. Inizia il suo percorso sotto la guida del Prof. Alessandro Dal Prato. Terminati gli studi, ha collaborato con due studi cittadini per il restauro di tele, cornici ed oggetti dorati e laccati. Espone dal 1977.

Paesaggi e nature morte

Nei paesaggi si “respira” il profumo dell’erba fresca di rugiada o velata di delicate ombre. Banale si potrebbe pensare. Assolutamente no. Perché nell’immagine c’è l’ampio ventaglio di una natura che attende soltanto di essere osservata, goduta, tutelata. All’artista il compito e il piacere, di far ritrovare un rapporto spesso abbandonato, spesso trascurato. Stefania Aldi sa, dopo tanti anni dedicati a quella che è ben più di una passione, che l’osservatore non va mai ingannato. Nel senso che questi deve avere l’opportunità di sentirsi coinvolto e di godere di una raffigurazione. Il tema della natura morta, attraverso la sua spiccata personalità, è determinante per dare un valore aggiunto a quello che Antonio Minuti definiva una “riconquistata morbidezza”. Aria, acqua, terra, sole: sopra ogni elemento veleggia il piacere del disegnare e del dipingere con la raffinatezza e capacità che non fanno difetto ad un’artista raffinata.

Stefania Aldi e l’interpretazione della realtà

Immagini semplici, ma raffinatissime, catturate in una costante limpidissima resa atmosferica, si materializzano appena oltre la soglia della superficie delle tele di Stefania Aldi. Come sotto l’azione di una macchina del tempo, ci cattura un tonalismo quasi alla Barbizon, un sentimento di interpretazione della natura elaborato tramite un uso sempre libero e disinvolto del colore. C’è qualcosa di magico nelle sue rappresentazioni. Una dimensione del paesaggio che evoca atmosfere fatte di silenzio e di mistero, di trascendenza e mistica contemplazione. Ciò che il cuore ci fa capire oltre la soglia della razionalità ovvia della prosaicità di tutti i giorni. Straordinarie rappresentazioni di natura disvelano così i luoghi segreti dello sguardo della pittrice. Sono i suoi rifugi, i suoi spazi nostalgici, i suoi angoli segreti in cui trovare (noi e lei) lenimento alla solitudine. Le sue immagini non mostrano poi quello che, di primo acchito, potremmo definire realismo.

La suggestione della contemplazione della natura

Rappresentare il paesaggio non significa, infatti, fotografare la realtà, quanto offrire un teatro della realtà in cui la natura, possa apparire sotto l’aspetto dei sentimenti del vissuto e dei moti dell’animo. I paesaggi che la pittrice costruisce si offrono perciò sereni, densi solo della purezza di segni e del colore, espressione di un incanto, di una delicata suggestione di fronte ad una natura contemplata e costantemente riscoperta.

Si può dunque definire Stefania Aldi una “pittrice poeta”?

Se osserviamo come riesce a far rapprendere sul supporto i sentimenti ispirati dall’amore per la natura, scopriremo quanto davvero il suo linguaggio sia personalissimo e pieno di fascino. Caratterizzato da una soggettività che consente al destinatario, molteplici e stimolanti letture. Il che appartiene anche a una dimensione emotiva e spirituale che tocca la parte di noi in cui abita il sentimento della poesia. E non c’è niente che fa fremere più della buona pittura. Perché ciò che resta e conta, in arte, è il canto della narrazione in grado di toccare veramente la sensibilità di chi guarda.

Stefania Aldi e l’arte

Sartori commenta la produzione di Aldi. “In un epoca in cui l’arte pretende di rivelare allo spettatore significati troppo spesso pretenziosi ci troviamo finalmente di fronte ad una collezione di pura Bellezza. Oscar Wilde diceva che “l’Arte non esprime mai altro che sé stessa”. Con poche parole lo scrittore ricorda che un’opera d’arte è l’artificioso operato che si avvicina a ciò che l’autore vuole esprimere. Trovandosi circondati dai quadri di Stefania Aldi si prova una sensazione ormai divenuta talmente rara che a stento un osservatore distratto saprebbe riconoscere. Ci si sente immersi completamente nel Bello. Ogni altro tentativo di identificare ulteriori messaggi sarebbe superfluo poiché “la Bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l’una sull’altra. Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni e un possesso per tutta l’eternità”.

Immagine da cartella stampa.