Statunitensi abbandonano basi in Siria

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Statunitensi abbandonano basi in Siria

Statunitensi abbandonano tre delle loro basi militari in Siria, questo subito dopo aver attuato un’umiliante uscita dall’Afghanistan in stile Vietnam. Una rilevante notizia ignorata completamente da i media. Una delle basi abbandonate si trova vicino al campo petrolifero di al-Omar a Dayr al-Zawr.

Perché gli statunitensi abbandonano le basi in Siria?

Gli Usa e alleati hanno invaso la Siria nel 2014 con il pretesto di combattere l’ISIS, una scusa di Washington per estendere la sua ingerenza regionale. Intervento che assieme a quello della Turchia è criticato nella sede dell’ONU da molti paesi, considerato tutt’ora illegale dal Diritto Internazionale. Il contrasto militare all’ISIS è, tuttavia, sorprendentemente lento, nonostante le dimensioni della coalizione che arruola decine di paesi alleati di Washington. In Siria, gli Usa sono impegnati nel saccheggio del petrolio. Provocando cosi Damasco che si riserva il diritto di difendere la sua sovranità e le sue risorse. Gli Usa in Siria e in Iraq si trovano impantanati in un conflitto con costi economici enormi. Non godono del sostegno della popolazione subendo numerosi attentati. Tendenza, quest’ultima che aumenta dopo il ritiro dall’Afghanistan. Una guerra ibrida che cambia gli equilibri geopolitici in Medio Oriente trovando l’Iran vincitore sia in Siria, Iraq e Yemen.


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Qual è il ruolo regionale dell’Iran?

Hadi al-Ameri, segretario generale dell’organizzazione sciita irachena Badr, annuncia che gli Usa e altri paesi stranieri si ritireranno dall’Iraq entro la fine dell’anno. Il parlamento iracheno vota a favore dell’espulsione di tutte le forze straniere. Questo, dopo che un attacco di droni USA ha assassinato alti comandanti iraniani e iracheni che contrastano il terrorismo, il tenente generale Qassem Soleimani e Abu Mahdi Muhandis. Entrambi i comandanti hanno giocato un ruolo cruciale nella sconfitta dell’ISIS nel 2017. Questo, nonostante il costante fallimento o rifiuto della coalizione guidata dagli Usa di combattere con decisione i terroristi. Ha anche sottolineato il contributo dell’Iran agli sforzi dell’Iraq contro il terrorismo, dicendo che “gli iraniani hanno aiutato l’Iraq nella guerra contro il terrorismo”. L’Iraq e Siria sono l’epicentro di una guerra ombra dove l’Iran si trova a contrastare l’ISIS, Usa e Israele.

Ritiro statunitense dal Medio Oriente

La notizia dell’abbandono delle basi in Siria arriva solo due giorni dopo che gli Usa hanno terminato la loro occupazione ventennale in Afghanistan. Il ritiro è avvenuto nonostante il segretario di Stato americano Antony Blinken avesse affermato che l’America non avrebbe permesso una seconda Saigon in Afghanistan. La tendenza degli Usa a ridurre la sua non gradita presenza nella regione riflette un’altra realtà dei fatti. Il giornalista d’inchiesta Assange, afferma che: “L’obiettivo è quello di pulire denaro dalle basi imponibili degli Usa e dell’Europa attraverso l’Afghanistan e riportarlo nelle mani di un’élite della sicurezza transnazionale. L’obiettivo è una guerra senza fine, non una guerra di successo”. Filosofia applicata anche in Siria e Iraq.