Stati Uniti e Cina: due super potenze in guerra commerciale

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Stati Uniti e Cina: due super potenze in guerra commerciale dal ventesimo secolo, oggi i loro rapporti si inaspriscono ancora di più a colpi di dazi e frecciatine poco diplomatiche.

Il 27 settembre 1928 la Cina ottiene il riconoscimento internazionale anche dagli Stati Uniti, dopo che Jiang Jieshi unifica nominalmente il Paese con la conquista di Beijing. Nasce un rapporto diplomatico tra il nuovo paese emergente, ancora povero e del terzo mondo e gli Stati Uniti, potenza internazionale sia sul piano politico che su quello commerciale. Da quel 1928 sono passati 92 anni e la Cina da paese considerato del terzo mondo è diventata la seconda potenza economica mondiale, rischiando una guerra fredda con gli Stati Uniti sul fronte economico commerciale. Come ha raggiunto tali obbiettivi?


Guerra Fredda Stati Uniti Cina sui dati sensibili


“Socialismo in stile cinese”: dal comunismo di Mao all’egemonia commerciale cinese

Nella seconda guerra mondiale la Cina è alleata degli Stati Uniti contro il Giappone, ma alla fine della guerra il popolo cinese è diviso tra nazionalisti filoamericani guidati da Chiang Kai-shek e gli appartenenti al Partito Comunista guidati da Mao. Nel 1949 Mao proclama la Repubblica Popolare Cinese, chiudendo il paese nell’autosufficienza e rompendo ogni legame diplomatico e commerciale con il resto del mondo occidentale. Solo trenta anni dopo, nel 1979, Deng Xiaoping porta avanti una riforma economica che porterà la Cina dall’ essere considerata uno dei paesi più poveri del mondo ad una super potenza economica. Viene così inaugurato il “socialismo in stile cinese” un escamotage politico che rende ancora schiava la popolazione cinese con l’illusione della libertà economica. La nuova riforma economica si avvale delle ZES, zone economiche speciali, dove la legislazione economica è differente dalla legislazione in atto nella nazione di appartenenza. In queste zone vengono costruite innumerevoli fabbriche in cui produrre enormi quantità di merci,con una mano d’opera a basso costo, da rivendere in tutto il mondo. Negli anni 80 e 90 l’ascesa economica della Cina viene sempre più sentita dalle altre nazioni, soprattutto perchè il paese emergente si arricchisce mettendo sul mercato merci contraffatte e bloccando le importazioni nei propri territori. Nel 1998 l’America si fa garante per l’ingresso della Cina nel WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e nello stesso anno il Pill della Cina raggiunge il trilione di dollari, ma gli Stati Uniti sono ancora in testa con nove trilioni.

Guerra commerciale tra due potenze: Stati Uniti e Cina come Sparta e Atene?

Dalla fine del ventesimo secolo la Cina rincorre il Pill degli Stati Uniti, sfidando sul fronte economico e commerciale la super potenza americana che oggi si sente sempre più minacciata dall’avversario cinese. Stati Uniti e Cina sono destinati a una guerra come Sparta e Atene? Tucidide scriveva “La crescita della potenza ateniese e il timore che ormai incuteva agli spartani resero inevitabile il conflitto” e la situazione a cui lo storico alludeva sempre essere paragonabile a quella attuale tra Stati Uniti e Cina. La crisi del 2008 ha inesorabilmente messo in ginocchio l’economia statunitense, ma ha solo toccato quella cinese, la quale è stata risollevata con un salvataggio finanziario da 586 miliardi di dollari approvato dal governo cinese. Così mentre gli Stati Uniti devono capire ancora come risollevarsi, la Cina inizia a investire nei paesi in via di sviluppo. L’obbiettivo più ambizioso della Cina, voluto da Xi Jinping è la nuova Via della Seta, una serie progetti di infrastrutture in tutto il mondo che comprendono: una linea ferroviaria di 12.000 km dalla Cina fino a Londra, una fitta rete di autostrade che collega la Cina orientale ai porti del Pakistan, una tubazione di 1833 km che possa trasportare gas naturale dal Turkmenistan alla Cina. La guerra commerciale è stata sancita nel 2018 quando il presidente statunitense Trump, convinto a voler ridurre il deficit statunitense, ha imposto dazi doganali su acciaio e alluminio, di cui il maggiore esportatore mondiale è oggi la Cina. Da allora il botta e risposta tra Cina e Stati Uniti non si è mai fermato a colpi di dazi, imposti anche dalla stessa Cina per colpire l’avversario. La guerra commerciale ha portato alla diminuzione netta degli investimenti reciproci tra USA e Cina , che da 60 miliardi sono scesi a 19 miliardi in soli tre anni.

Covid-19, segna il punto di non ritorno?

Le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina si sono inasprite sempre di più dall’inizio della pandemia di Corona Virus: il presidente Trump incolpa la Cina per aver diffuso il virus, non essere stata chiara nel riferire informazioni a tale riguardo e per aver messo così in ginocchio l’economia mondiale. La diplomazia non è mai stata un punto di forza del presidente statunitense attuale e ciò ha portato, soprattutto negli ultimi mesi, ad asprissime crisi diplomatiche e politiche tra le due super potenze, che potrebbero segnare il punto di non ritorno. L’ultimo attacco di Trump alla Cina riguarda le due applicazioni cinesi “Tik Tok” e “We Chat”: dal 20 settembre infatti non è più possibile scaricare le due applicazioni negli Stati Uniti, perché ritenute pericolose per la sicurezza dello stato. I capi delle due applicazioni hanno negato assolutamente la possibilità di spionaggio, ma il divieto resta tale.

Le due super potenze troveranno un equilibrio? O la Cina, come allora Atene, continuerà la propria espansione a colpi di assegni, mentre i suoi rapporti con gli Stati Uniti diventeranno incandescenti?

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