Stanza degli schiavi a Pompei: la quotidianità dei servi

Una scoperta che permette di conoscere meglio le condizioni delle persone al servizio del dominus

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Stanza degli schiavi
Il ritrovamento archeologico a Pompei (immagine dal Ministero della cultura)

Villa a Civita Giuliana restituisce un’altra testimonianza del passato di Pompei, la stanza degli schiavi. L’area suburbana a Nord dell’abitato devastato dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. porta alla luce altri reperti antichi dopo il carro cerimoniale e la stalla.


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Perché il ritrovamento della stanza degli schiavi è interessante?

Oltre agli abitanti delle ville padronali che mostrano un tenore di vita più urbano, la scoperta approfondisce le conoscenze sulla servitù. Gli archeologi pensano che l’ambiente di 16 metri quadrati sia la dimora degli stallieri che si occupavano della cura degli animali. Uno spazio in cui vivevano tre persone, due adulti e un bambino, con una sola finestra e senza decorazioni murali. Nella stanza, ben conservata, i responsabili dei cantieri hanno trovato dei letti, oggetti di uso quotidiano e strumenti per i cavalli.

La servitù a Roma

Di solito gli uomini che non erano considerati liberi discendevano da genti sottomesse durante le conquiste. Erano alle dipendenze del dominus ed erano usati come forza lavoro nell’agricoltura e nell’edilizia. Poteva accadere che dopo anni di servizio il padrone decidesse di affrancarli, rendendoli liberti. Acquisivano così i diritti del cittadino romano.

I reperti rinvenuti

Nessun gioiello o accessorio in materiali preziosi è riemerso nello scavo dell’ambiente della tenuta suburbana. Non sono presenti nemmeno monete o armi che suggeriscono il valore dei guerrieri. Nella stanza degli schiavi ci sono delle brandine estendibili in legno e corda che le stuoie foderavano, come indicano i segni. I letti erano lunghi 1,40 e 1,70 metri e nel terreno c’erano anche coperte in tessuto, ritrovate coi calchi. Poi, gli archeologi hanno rinvenuto anfore e vasi da notte, alcuni riposti sotto le alcove. Costituiva l’arredamento anche una cassa in legno contenente strumenti da lavoro. Un timone da carro dimostra che gli abitanti erano dediti soprattutto alle mansioni di fatica. Il recupero delle impronte degli oggetti rimasti nella terra ha permesso di individuare alcuni elementi che ricostruiscono il contesto.