Stan Swamy: il prigioniero indiano gravemente malato

Stan Swamy è imprigionato in India da più di 100 giorni, nonostante sia malato e nonostante l'arresto violi la legge

0
530
Stan Swamy

L’8 ottobre Stan Swamy è stato portato via dalla periferia di Ranchi. Lì gli hanno ritirato il cellulare e gli hanno chiesto di fare le valigie. L’uomo è un attivista di 83 anni e un prete gesuita. Nonostante sia gravemente malato, dopo più di 100 giorni è ancora incarcerato ingiustamente.

Chi è Stan Swamy?

Era l’8 ottobre quando Stan Swamy è stato arrestato ed è diventato la persona più anziana ad essere accusata di terrorismo in Inda. La National Investigation Agency, che si occupa di crimini contro il terrorismo, lo ha arrestato per un incidente del 2018 e per presunti legami con i maioisti. Questi ultimi sono dei ribelli comunisti che lottano per dare maggiori diritti per le popolazioni tribali e per i poveri. Pochi giorni prima del suo arresto, Stan Swamy aveva registrato un video di testimonianza della sua innocenza. L’uomo ha raccontato di un interrogatorio durato 15 ore a luglio. Al termine di questo, gli investigatori avevano trovato alcune prove nel suo computer che lo riconducevano ai maioisti. L’attivista ha rinnegato quelle prove, accusando la polizia di essersi inventata tutto. Swamy era nel mirino della polizia da anni. Questa faceva spesso irruzione in casa sua per trovare le presunte prove che stava cercando.

Una violazione della Costituzione

Sono passati più di cento giorni dal suo arresto, da allora il prete è rinchiuso nel carcere di Taloja. Secondo molti, l’arresto e la prigionia dell’attivista violano i principi della Costituzione Indiana. Infatti, il verdetto ha stabilito che: “I tribunali devono presumere che ogni accusa fatta sia corretta. Sarà l’accusato a dover smentire le imputazioni“. Questa decisione va in netto contrasto con l’articolo 21 della Costituzione. Infatti, la cauzione dovrebbe essere la norma e il carcere l’eccezione, qui è avvenuto esattamente il contrario. In tutto questo, si aggiungono le gravi condizioni di salute di Swamy. L’uomo ha passato la sua vita a lottare per i diritti forestali degli Adivasi nel Jharkhand e ora rischia di morire in carcere.

Le condizioni di salute di Stan Swamy

Il 26 novembre, i legali di Swamy hanno fatto ricorso per poter avere una cannuccia. Lo strumento in questione è necessario, dato che l’83enne ha il morbo di Parkinson. Alla fine, la concessione è stata rimandata al 4 dicembre. In risposta, le autorità hanno affermato di non potergli restituire un oggetto che non è mai stato confiscato. Ora Swamy è molto debole a causa dei diversi problemi fisici. Il 12 gennaio è iniziata una nuova udienza. Ci si aspetta che il dibattito andrà avanti ancora per qualche giorno, ma non possiamo sapere come finirà la sua storia.

Il terrorismo in India

Dal 2018, il governo indiano ha incarcerato 16 persone in relazione alle violenze del 2018. Queste avverino nel villaggio di Bhima Koregaon. Tra i vari arresti troviamo studiosi, avvocati, accademici e un anziano poeta che ha poi preso il coronavirus in prigione. A ognuno di loro è stata negata la libertà su cauzione. Questo perché sono tutti accusati di terrorismo, ma molti osservatori ritengono che la legge sia utilizzata soprattutto per reprimere il dissenso. “Questo è assolutamente spaventoso. La repressione contro i difensori dei diritti umani non è mai stata così estrema in India“, ha detto Sangeeta Kamat, professore di politiche pubbliche all’Università del Massachusetts.


Al-Hathloul: l’attivista saudita verrà finalmente liberata